Paola Ferrari (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Con la ripartenza del campionato di Serie A torna anche Novantesimo Minuto. Lo storico programma Rai sarà condotto da Paola Ferrari, intervistata da Repubblica a proposito dei cambiamenti nel racconto del mondo del pallone dopo l’emergenza Coronavirus.

«Bisogna calibrare bene le parole, mostrare tutto per bene, anche l’emozione ma senza dimenticare il resto, quello che tutti abbiamo vissuto. Il calcio in chiaro della Rai parla a chiunque, è una specie di abbraccio collettivo. Quello di Sky e Dazn è forse più elitario, ma entrambi sono molto importanti», ha esordito.

Sull’ormai tanto discussa questione se questo sia calcio anche senza i tifosi, Paola Ferrari non ha dutbbi: «Assolutamente sì. Se Zaniolo si fa male in quel modo, io piango davanti alla tivù. E un bel gol resta un bel gol».

Sulle tv e il calcio durante il Covid: «I grandi network rappresentano il principale introito di un movimento che ha appena aperto le porte ai fondi d’investimento. Il campionato d’estate era ripreso per ragioni essenzialmente finanziarie: le televisioni non sono il diavolo, però non sono tutto. Il pubblico allo stadio resta insostituibile ed è tempo che ritorni, in sicurezza e con la massima cautela: speriamo che a ottobre o al massimo novembre sia così».

Infine, una battuta su Ilaria D’Amico, che ha lasciato il mondo del pallone: «Ilaria è sempre stata la mia prima competitor, la più brava. Le dico in bocca al lupo per la sua nuova avventura, però mi aspettavo più riconoscenza verso di lei. Ilaria ha lasciato il segno, ma forse non per tutti è così».