Un tablet in panchina (Photo by Alexander Hassenstein/Bongarts/Getty Images)

Che calciomercato sarà quello che ci aspetta nei prossimi mesi? Quale impatto avranno le nuove tecnologie su un mondo che dovrà in qualche misura limitare gli spostamenti fra una nazione e l’altra, da sempre un fattore-chiave per gli osservatori e per i responsabili delle trattative internazionali dei vari club professionistici?

L’ACCELERAZIONE DEL LOCKDOWN

Se il periodo della grave emergenza sanitaria in molti Paesi europei sembra ormai alle spalle – si spera in via definitiva – non si può negare che il lockdown abbia accelerato un processo di svecchiamento che attendeva da tempo di concretizzarsi. Un certo tipo di efficienza manageriale, se così vogliamo considerarla, è ancora lontana dall’imporsi, ma qualche passo avanti è stato compiuto, in un ambito economico ben più restio di altri a disancorarsi dal passato.

Basti pensare che la “disintermediazione” è un fenomeno che ha riguardato negli ultimi decenni quasi tutti i settori economici mentre, da inizio anni Novanta in poi, il ruolo degli agenti dei calciatori è diventato, se possibile, ancora più importante che in precedenza. E crediamo che tale resterà, pur evolvendo, perché il quadro normativo e le caratteristiche intrinseche del mercato lasceranno un margine di manovra contenuto per club o calciatori “fai da te”. Però questo piccolo margine d’azione si creerà, è quasi una certezza.

IL CAMPIONE DEL MONDO “PIONIERE”

Negli ultimi tempi si era già mosso qualcosa e, più a livello di impatto mediatico che altro, si ricorderà l’estemporanea notizia di Cristian Zaccardo, accordatosi con i maltesi dell’Hamrun Spartans grazie a Linkedin. Poco prima del lockdown, il campione del Mondo si è poi trasferito al Tre Fiori di San Marino, non sappiamo se sfruttando il social network o meno, ma poi il ginocchio non ha retto e, insieme all’ultima Coppa nazionale della carriera è giunto il momento di inserire “retired” nel database alla voce calciatore.

Ad attendere Zaccardo c’è un futuro da direttore sportivo e allora ci immaginiamo che sarà la sua generazione – stiamo parlando di un millennial, essendo nato nel 1981 – a introdurre modalità innovative per scovare i talenti, monitorarli ed eventualmente provare a tesserarli per il proprio club. Contattandoli direttamente in qualche circostanza, passando sempre per un agente in altre.

I GIOCATORI SOTTO LA LENTE…

Si stanno imponendo all’attenzione alcune realtà imprenditoriali che mirano a unificare il calciomercato professionistico, consentendo a club, giocatori e intermediari di qualsiasi parte del mondo di gestire su un’unica piattaforma non solo domanda e offerta, ma anche le comunicazioni all’interno di una rete globale di professionisti del settore. Nel Regno Unito si parla molto di Player Lens che offre una soluzione tecnologica per desktop e mobile attraverso la quale un club può mettere letteralmente sul mercato un proprio giocatore o quest’ultimo può agire eventualmente in proprio, se svincolato.

Si crea così un’offerta da far collimare con la domanda dei responsabili scouting, i quali potranno filtrare le loro ricerche in base a un lungo elenco di parametri, sul modello dello storico videogioco-simulazione Football Manager, per intenderci. Ricerche più mirate significano meno tempo perso e meno comunicazioni inutili. Player Lens già opera in tutti i continenti e con più di 500 club a livello globale, su oltre un migliaio di calciatori. La piattaforma fa della protezione dei dati, della riservatezza e dell’indipendenza da altri attori del sistema, i suoi punti di forza.  È anche predisposta per lavorare con gli agenti, per i quali funge da “certificazione” del mandato a trattare un determinato calciatore.

INTEGRAZIONE FRA PIATTAFORME

Questo tipo di piattaforme sono sempre più evolute e propongono una cruciale integrazione con i dati sulle prestazioni, i video di intere gare, le analisi su specifiche clip relative a un calciatore o a una squadra. In quest’ultimo ambito, in Italia, esiste dal 2004 l’azienda chiavarese Wyscout, ormai un must per gli addetti ai lavori, acquisita nel 2019 dal colosso nordamericano Huds. In ambito big data operano invece aziende come Analytics FC che forniscono analisi sui giocatori basate su algoritmi che permettono di valutare quanto più oggettivamente possibile le singole prestazioni