Dal Pino ascolti Coppa Italia
(Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Paolo Dal Pino, presidente della Serie A, è intervenuto in conferenza questo pomeriggio al termine dell’assemblea di Lega, per parlare del via libera alla media company e alla possibilità di ingresso dei fondi nella società in cui confluiranno i diritti tv del massimo campionato italiano.

«Oggi abbiamo deliberato all’unanimità, ora ci sono tutti i passi successivi. Abbiamo deliberato di elaborare la costituzione della media company in partnership con i private equity, verificandosi una serie di condizioni tecnico/legali che riteniamo che esistano e che devono essere verificate al 100%», ha spiegato.

«Abbiamo già fatto tanto lavoro – ha aggiunto –. Abbiamo limitato l’analisi a chi seriamente per mesi ha lavorato a progettualità, le due cordate di fondi che conoscete, con loro andremo ad approfondire nei prossimi giorni una serie di tematiche che vanno dal piano industriale al piano d’approccio dal punto di vista tecnico/legale ancora aperti».

Sulla media company, Dal Pino ha le idee chiare: «Il calcio è entertainment, il calcio è contenuto forse più amato dagli spettatori, vedendo audience tv. Parlando con alcuni manager di importanti squadre internazionali, una cosa che mi aveva colpito è come considerano concorrenti non una squadra ma un media, perché si è produttori di contenuti».

«Quando abbiamo ragionato abbiamo detto “prendiamo in mano nostro destino”, prendiamo in mano la nostra produzione di contenuti. Per farlo bisogna creare una nuova struttura e investire in risorse sapendo che è una sfida colossale perché abbiamo di fronte un mercato in cui tecnologia ha cambiato tutto, in cui la fruizione dei contenuti è molto diversa. In cui il marketing e distribuzione del prodotto hanno subito un’accelerazione e una rivoluzione impressionante», ha aggiunto.

Sulla necessità di un partner per la Serie A: «Ci sono due osservazioni da fare: abbiamo dimostrato di avere difficoltà di governance, la mia esperienza di manager ma anche quella degli stessi presidenti dice che noi da soli non siamo in grado di farlo. La seconda è che Lega 10 anni fa era seconda in Europa, oggi è poco davanti alla Ligue 1 e dietro a Bundes e Liga, i nostri debiti sono cresciuti come sistema: 4,3 miliardi di debiti, un rapporto debiti/ebitda 4,9, è tanta roba».

«Abbiamo bisogno di stabilità finanziaria – ha proseguito – e stiamo entrando in un periodo difficile. Al di là di tutte considerazioni finanziarie, noi abbiamo bisogno di fare cambiamento in velocità. Sapete che la cultura in azienda è la cosa più importante e noi non abbiamo questa cultura, metterci insieme a qualcuno, e io sono molto orgoglioso di mettermi al tavolo con alcuni dei maggiori fondi di private equity al mondo».

Il tema rimane comunque complesso, perché le proposte hanno «strutture diverse. La parola inizio la si dirà il giorno in cui avremo una società che avrà dentro un socio, fino a quel momento abbiamo preso una decisione, siamo su un cammino ma dobbiamo finalizzarlo perché evidentemente preliminarmente devono essere affrontate e risolte con ciascuna delle cordate alcuni temi che abbiamo oggi già ben presenti».

In chiusura una battuta sul bando per i diritti: «Noi per legge lo dovremo fare, lo faremo, adesso è un processo che gestiremo rapidamente. Non siamo preoccupati, faremo tutto».