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David Silva, Manchester City (Photo by Daniel Chesterton/phcimages.com/Insidefoto)

Manchester City statua David Silva – Il Manchester City dedicherà una statua a David Silva per onorare i 10 anni di carriera del regista spagnolo nel club. La scultura sarà posizionata fuori dall’Etihad Stadium. Insieme a lui verrà celebrato, sempre con una statua, l’altro storico capitano dei citizens, Vincent Kompany.

Inoltre il club ha dedicato “Mago Merlino” un campo di allenamento presso la City Football Academy con un mosaico che celebra il suo assist a Dzeko nella famosa vittoria per 6-1 sul Manchester United nel 2011.

Silva ha contribuito a trasformare il sogno dello sceicco di Abu Dhabi in realtà. Dal suo arrivo a Manchester nel 2010, prelevato dal Valencia, Silva ha disputato 436 partite, vincendo quattro Premier League, due FA Cup e cinque Coppe di Lega. Nel suo Palmares manca solamente la Champions League, dopo l’ennesima eliminazione ai quarti di finale.

Al Mubarak ha dichiarato: “David Silva è stato un leader tranquillo, che ha agito in modo silenzioso e ha ispirato tutti intorno a lui, dal giocatore più giovane dell’Accademia ai suoi compagni di squadra nei suoi 10 anni con noi. Ha impresso un segno sulla squadra, su questo club, sulla sua storia e persino sulla Premier League. Come Vincent è stato presente fin dall’inizio. La statua fungerà da ricordo dei momenti meravigliosi che ci ha regalato, non solo come calciatore incredibile, ma come ambasciatore che ha rappresentato questa squadra di calcio con grande dignità in ogni momento”.

Il futuro di Silva potrebbe essere in Italia con la Lazio che attende la risposta del trequartista spagnolo. Lotito spera nel sì del giocatore, vista anche la difficile situazione economica che sta attraversando il Valencia.

Nel frattempo l’ex capitano ha voluto salutare il City, la città e i tifosi: “Qui mi sono sentito subito a casa. Hanno trattato bene me e la mia famiglia. Sarò sempre riconoscente a questo club. Per tutta la vita tiferò City, lo stesso vale per la mia famiglia. Nel giorno in cui sono arrivato non pensavo di rimanere così a lungo. All’inizio è stato difficile, ho avuto bisogno di qualche mese per adattarmi alla Premier League. Venivo dal Mondiale, non ero ancora al meglio. Poi al top della forma, e piano piano, mi sono adattato. Grazie alla squadra ho continuato a migliorare e sono arrivato ad essere il calciatore che sono ora”.