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Stefano Pioli, tecnico del Milan (Photo Jonathan Moscrop/Sportimage / Imago / Insidefoto)

ARTICOLO DI CALCIO E FINANZA PUBBLICATO SU IL FOGLIO SPORTIVO

C’è chi ne ha fatto quasi una religione, chi è diventato famoso, chi ne ha cambiati anche cinque o sei durante un’unica stagione. La Serie A è diventata terra di esoneri per gli allenatori, dove, in fondo, bastano anche solo due o tre partite negative per essere considerati in crisi. Ma i numeri sono in realtà dalla parte dei presidenti: cambiare, nella maggior parte dei casi, serve e funziona.

Analizzando il campionato appena concluso, sono stati tredici gli esoneri durante la stagione, uno in più rispetto alla Serie A 2018/19: a qualcuno, come a Corini al Brescia, è toccato essere allontanato due volte, ottenendo tra l’altro risultati migliori rispetto a chi lo ha sostituito in entrambe le occasioni.

A livello generale, infatti, solo in cinque occasioni su tredici il successore ha fatto peggio dell’allenatore esonerato: parliamo di Grosso a Brescia (tre sconfitte in tre gare, contro i sette punti in dieci partite di Corini), Longo al Torino (media punti 0,81 contro 1,23 di Mazzarri), Lopez al Brescia (0,63 contro 0,89 del Corini 2), Di Biagio alla Spal (0,33 contro 0,65 di Semplici) e Zenga al Cagliari (1,00 contro 1,28 di Maran).

Esoneri Serie A, l’impatto degli allenatori esonerati

Allenatore Squadra Partite Punti Media punti
Di Francesco Sampdoria 7 3 0,43
Giampaolo Milan 7 9 1,29
Andreazzoli Genoa 8 5 0,63
Tudor Udinese 9 7 0,78
Corini Brescia 10 7 0,70
Grosso Brescia 3 0 0,00
Ancelotti Napoli 15 21 1,40
Montella Fiorentina 17 17 1,00
Thiago Motta Genoa 9 6 0,67
Mazzari Torino 22 27 1,23
Corini Brescia 9 8 0,89
Semplici Spal 23 15 0,65
Maran Cagliari 25 32 1,28
TOTALE 164 157 0,96

 

Negli altri otto casi, quindi, l’esonero ha portato risultati. E c’è anche chi ha portato quasi un punto in più a partita rispetto al precedessore, come Ranieri alla Sampdoria (media punti 1,26, contro 0,43 di Di Francesco). Allo stesso modo, tra alcuni degli altri esempi, al Milan Pioli ha fatto meglio di Giampaolo (1,84 contro 1,29), al Napoli Gattuso meglio di Ancelotti (1,78 contro 1,40), all’Udinese Gotti meglio di Tudor (1,31 contro 0,78) e Nicola meglio di Thiago Motta (1,33 contro 0,67).

Esoneri Serie A, l’impatto dei subentrati

Allenatore Squadra Partite Punti Media punti
Ranieri Sampdoria 31 39 1,26
Pioli Milan 31 57 1,84
Thiago Motta Genoa 9 6 0,67
Gotti Udinese 29 38 1,31
Grosso Brescia 3 0 0,00
Corini Brescia 9 8 0,89
Gattuso Napoli 23 41 1,78
Iachini Fiorentina 21 32 1,52
Nicola Genoa 21 28 1,33
Longo Torino 16 13 0,81
Lopez Brescia 16 10 0,63
Di Biagio Spal 15 5 0,33
Zenga Cagliari 13 13 1,00
TOTALE 237 290 1,22

 

Complessivamente, quindi, gli allenatori esonerati hanno tenuto una media di 0,96 punti a partita: chi invece è subentrato, in media ha ottenuto 1,22 punti a partita, con una differenza positiva di 0,27 punti a gara (+0,09 nel 2018/19). Letta così, sembra una differenza risibile ma, proiettata sulle 38 partite di un campionato, il divario è di 10 punti: 36 per gli esonerati, 46 per i subentrati. La differenza, in sostanza, tra la retrocessione e la salvezza.

Esonerato Subentrato Squadra Differenza media punti
Di Francesco Ranieri Sampdoria 0,83
Giampaolo Pioli Milan 0,55
Andreazzoli Thiago Motta Genoa 0,04
Tudor Gotti Udinese 0,53
Corini Grosso Brescia -0,70
Grosso Corini Brescia 0,89
Ancelotti Gattuso Napoli 0,38
Montella Iachini Fiorentina 0,52
Thiago Motta Nicola Genoa 0,67
Mazzari Longo Torino -0,41
Corini Lopez Brescia -0,26
Semplici Di Biagio Spal -0,32
Maran Zenga Cagliari -0,28
TOTALE 0,27