Riforma dello Sport Testo Unico Bozza
(Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Riforma dello Sport – Il Testo Unico per lo sport, ovvero il decreto legislativo di attuazione della legge delega 86/2019, avrebbe dovuto essere presentato nei prossimi giorni dal Ministro per lo sport, Vincenzo Spadafora, al Consiglio dei ministri.

Ma le fibrillazioni in casa Cinque Stelle, con alcuni esponenti del Movimento che avrebbero scritto una lettera al ministro chiedendo di rivedere alcuni punti della riforma, potrebbero allungare i tempi.

Al centro del contendere ci sarebbe in particolare il limite dei mandati per i presidenti delle federazioni e per quello del Coni e la gestione dei fondi, attualmente suddivisa tra ministero, Sport & Salute SpA e lo stesso Coni.

Sul primo punto, come spiega ItaliaOggi, Spadafora voleva mettere dei paletti, per esempio massimo due mandati al Coni, ma ha già rivisto l’intervento allungando a tre le presidenze, così Malagò potrà giustamente ricandidarsi. E anche i dirigenti federali si stanno sistemando, forti di pareri legali che rassicurano le loro rielezioni e del loro potere costruito negli anni.

Ma che cosa prevede la bozza del Testo Unico? Diverse le novità che, in caso di approvazione, verrebbero inserite nell’ordinamento sportivo italiano, riformando una legge di 40 anni fa (legge 91/1981). Tra queste ci sarebbero in particolare:

  • Apprendistato per i giovani atleti.
  • Eliminazione del vincolo sportivo.
  • Una definizione di lavoratore sportivo ancora inesistente nell’ ordinamento italiano.
  • Un fondo per incentivare il professionismo nel campo femminile.
  • Misure a sostegno della formazione dei giovani, in materia di tutela contro gli infortuni e sul trattamento pensionistico degli sportivi.
  • Più peso delle tifoserie negli organi societari e norme ad hoc per incentivare l’azionariato popolare.

Riforma dello Sport – La figura di lavoratore sportivo

«È lavoratore sportivo», si legge nella bozza «l’atleta, l’allenatore, l’istruttore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore atletico e il direttore di gara che, senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico, esercita l’attività sportiva verso un corrispettivo al di fuori delle prestazioni amatoriali».

L’ attività sportiva potrà essere svolta sia in modalità di lavoro subordinato che autonomo.

Riforma dello Sport – L’apprendistato per i giovani atleti

Sarà incentivata la formazione dei giovani atleti anche ricorrendo a nuove tipologie contrattuali; una di queste, già annunciata dal presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, riguarda i contratti di apprendistato che potranno essere siglati dalle società.

Come si legge nella bozza della riforma dello Sport, infatti, «nell’ottica della valorizzazione della formazione dei giovani atleti, per garantire loro una crescita non solo sportiva, ma anche culturale ed educativa, nonché una preparazione professionale che favorisca l’accesso all’ attività lavorativa anche alla fine della carriera sportiva, e ferma restando la possibilità di realizzazione dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, ai sensi della normativa vigente, le società o associazioni sportive possono stipulare contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, per il diploma di istruzione secondaria superiore e per il certificato di specializzazione tecnica superiore».

Riforma dello Sport – L’eliminazione del vincolo sportivo

Un altra norma orientata allo sviluppo dei giovani è quella che porta all’ eliminazione «entro due anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo» del vincolo sportivo, l’obbligo non contrattuale che lega i giovani atleti alle società che li hanno formati.

Le federazioni sportive nazionali dovranno prevedere con proprio regolamento che, in caso di primo contratto di lavoro sportivo:

  • le società sportive professionistiche riconoscano un premio di formazione tecnica in favore dell’ultima società sportiva dilettantistica presso la quale l’ atleta ha svolto attività dilettantistica, amatoriale o giovanile;
  • le società sportive dilettantistiche riconoscano un premio di formazione tecnica in favore dell’ ultima società sportiva dilettantistica presso la quale l’ atleta ha svolto attività amatoriale o giovanile.

Il premio di formazione tecnica deve essere reinvestito, dalle società o associazioni che svolgono attività dilettantistica o giovanile, nel perseguimento di fini sportivi.

Riforma dello Sport – Il professionismo femminile

Incentivato anche il professionismo femminile. In particolare, viene costituito un fondo ad hoc con uno stanziamento iniziale di 2,9 milioni di euro.
Le risorse saranno destinate solo a quelle federazioni che, entro sessanta giorni dall’ entrata in vigore del decreto, delibereranno il passaggio al professionismo sportivo dei campionati femminili. Il fondo sarà destinato a finanziare misure di sostegno e di promozione del professionismo femminile oltre che per sostenere le spese dovute dall’ emergenza Covid.

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