Lazio's Italian forward Ciro Immobile shoots from the penalty spot to score his team's 5th goal during the Italian Serie A football match Lazio Rome vs Sampdoria on January 18, 2020 at the Olympic stadium in Rome. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP) (Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

1.154. È il nuovo record di gol segnati in una singola stagione di Serie A negli ultimi settant’anni. Non si tratta però di un’eccezione, negli ultimi quattro campionati infatti è stata sempre sfondata quota mille reti. Nel campionato appena concluso si è registrata una media di 3 reti a partita, quasi il doppio del record negativo di sempre, 1,70 della stagione 1979/80.

Premier e Liga sono ferme a 2,5, mezzo gol in meno a partita: può sembrare poco, invece è moltissimo, sottolinea il Corriere della Sera. I 36 centri di Immobile come le 98 reti dell’Atalanta sono la prova di un cambiamento epocale, il segno dell’inizio di un nuovo calcio.

A cosa è dovuto questo cambiamento? Sono diventati più scarsi i difensori o più bravi gli attaccanti? O forse si fischiano tanti, troppi rigori? Oppure è semplicemente la prova di un’evoluzione tattica collettiva verso un calcio più offensivo? Probabilmente è la somma di tutti questi fattori, accompagnata da una tenuta atletica impossibile da mantenere con un numero di partite così ravvicinate come nel post lockdown.

La media reti era già altissima prima del lockdown, 2,91, ma dalla ripresa è schizzata alla quota choc di 3,29. «C’è una doppia ragione, psicologica e atletica – spiega l’allenatore Francesco Guidolin -. C’era molta voglia di giocare, ma poca preparazione fisica. Si è visto chiaramente: molti errori e molti spazi. L’assenza di pubblico ha fatto il resto: meno tensione, un clima soft, ovattato, quasi da amichevole. A giovarne sono stati gli attaccanti».

Oltre al record di gol, c’è stato anche il record di calci di rigori assegnati, ben 187, +35% rispetto alla stagione precedente. Un terzo dei quali per fallo di mano: un boom generato dalla nuova interpretazione della regola che si dà in serie A, dove viene punito praticamente qualsiasi tocco. Serve un’ inversione netta. O almeno una diversa interpretazione dei falli di mano, perché la regola è uguale in tutto il mondo eppure negli altri grandi campionati europei i rigori concessi sono enormemente meno, a volte addirittura la metà.

“Spero che cambino le regole sui calci di rigore –  ha dichiarato Alessandro Altobelli -. Ce ne sono troppi, non è giusto, così si falsano le partite. La Fifa negli ultimi anni ha fatto bene a rendere il calcio più spettacolare. L’idea era agevolare gli attaccanti: più gol uguale più spettacolo. Credo fosse un’idea giusta, lo è ancora, ma ora stiamo andando oltre».