Ieri – lunedì 27 – è stato il termine fissato dall’advisor Lazard per la presentazione delle offerte vincolanti da parte dei fondi interessati a investire nella media company della Lega in cui dovrebbero confluire i diritti tv per i prossimi 10 anni.

Le offerte sono quelle di Cvc Capital Partners, finanziaria britannica specializzata in private equity; di Bain Capital, società statunitense di investimento; e, ultima in ordine temporale, quella di Advent International, altro gruppo di private equity americano. A queste se ne aggiungono altre 3, quelle di General Atlantic, TPG e Apollo, che hanno inviato proposte di finanziamento. In extremis si sono aggiunte anche Wanda e Mediapro, con cui però i club della A si sono scontrati in passato proprio sulle mancate garanzie economiche dell’affare, come riporta la Gazzetta dello Sport.

L’ingresso dei fondi segnerebbe l’inizio di una nuova era e di una nuova struttura della governance della A, aiutando il presidente Paolo Dal Pino a raggiungere l’obiettivo dichiarato nel giorno del suo insediamento: «Riportare il calcio italiano a essere il più bello e il più visto in tv al mondo». Per raggiungere il traguardo la disponibilità economica dei private equity può essere determinante: sempre stando al quotidiano sportivo, in tre sono pronti a valutare la Serie A una cifra tra i 12 e i 15 miliardi di euro, puntando ad una quota di minoranza della Lega (non superiore al 15%) e andando così a creare una media company, in grado di produrre e distribuire i propri contenuti.

Di questo i club discuteranno nell’assemblea convocata per giovedì, per la prima volta in presenza, dopo il lockdown. I presidenti dovranno esprimersi sulle offerte presentate e scegliere con quale degli interlocutori avviare una partnership. Le precedenti assemblee si erano espresse all’unanimità in favore della costituzione di una media company e in grande maggioranza per dare mandato a Dal Pino di proseguire nelle trattative con i fondi individuati: ieri all’intermediario finanziario delle operazioni hanno allegato le rispettive garanzie richieste.

All’ordine del giorno, oltre al punto legato alle «Offerte vincolanti operazione private equity», vi sarà un ulteriore argomento televisivo «la fatturazione dei proventi derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi della stagione sportiva 2020-2021 (prima rata dovuta da Img e Dazn)». Rata che Sky ha già saldato. Ieri pomeriggio è stato aggiunto un nuovo punto oggetto di discussione: «elezione ad integrazione di un Consigliere di Lega», in seguito alle dimissioni di Stefano Campoccia, vicepresidente dell’Udinese. I candidati dovrebbero essere Maurizio Setti, numero uno del Verona e Joe Barone, direttore generale della Fiorentina.