CVC offerta diritti tv Serie A
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Slitta da domani – venerdì 24 luglio – a lunedì 27 il termine fissato dall’advisor Lazard per la presentazione delle offerte vincolanti da parte dei fondi interessati a investire nella media company della Lega in cui dovrebbero confluire i diritti tv per i prossimi 10 anni.

Stando a MF-Milano Finanza, il segnale indica che il presidente Paolo Dal Pino e l’a.d. Luigi De Siervo, ma soprattutto i presidenti dei club del massimo campionato, in particolare a quelli più attivi sul dossier, ovvero Claudio Lotito, Aurelio De Laurentiis e Paolo Scaroni (Milan), necessitano di ulteriore tempo per prendere una decisione che segnerà una svolta nel business televisivo della Serie A.

In corsa ci sono sette potenziali investitori: Cvc (affiancato da Rothschild della quale Scaroni è vicepresidente), Wanda alleata al fondo Fortress (consulente, in questo caso, è Marco Bogarelli, già ai vertici di Infront), Bain Capital (assistita da Mediobanca e Nomura), Advent, General Atlantic, Tpg e Apollo.

I fondi più agguerriti per far fruttare il loro investimento e ottenere una partecipazione del 15% (ma c’è chi punta a ottenere fino al 25% per avere maggiore peso nella governance) sono Cvc, il primo fondo a presentarsi e a mettere sul piatto 2,2 miliardi, Wanda-Fortress, Advent e Bain che in tal senso ha rafforzato il team di consulenti.

Tutti i fondi si starebbero orientando verso il finanziamento esterno di una società (o di un canale) che resterebbe controllato al 100% dalla Lega. Mentre le offerte potrebbero poi prevedere un minimo garantito annuo per i club, stimato in circa 1,5 miliardi.

L’idea principale resta quella di creare la media company, anche se De Laurentiis ha avanzato un progetto differente, un canale della Lega finanziato dai fondi: in questo caso i fondi d’investimento dovrebbero limitarsi al ruolo di finanziatori e non di soci. La media company, invece, avrebbe bisogno di un provider produttivo e distributivo. E qua vorrebbe giocarsi le sue carte la cordata Wanda-Fortress, grazie anche al supporto di Bogarelli che ha le strutture per garantire questo servizio.

Va detto, infine, che comunque resta sempre valida la pista che porta all’asta tradizionale dei diritti tv con Sky e Dazn interessate. E sullo sfondo c’è anche Amazon.