(Photo: Federico Tardito / Insidefoto)

La ripresa dello sport è una grande incognita. Persino la Serie A di calcio è alle prese con svariate complicazioni nella fase attuale di convivenza con il virus. Quadro ancor più a tinte fosche per lo sport di base.

Un settore dalle ampie ricadute sociali – prevenzione sanitaria, integrazione di anziani e disabili, crescita dei giovani dentro un sistema di valori – ma tendenzialmente povero e ancora poco tutelato a livello normativo. Il blocco alle competizioni, prima i campionati e a caduta tornei estivi e le tradizionali feste, ha comportato un ulteriore stillicidio economico mettendo a repentaglio la sopravvivenza.

Un anno zero per lo sport dilettantistico e l’opportunità per ripartire al meglio. La crisi per il Coronavirus come momento rifondativo secondo molti. Se da un lato cresce la richiesta di una riforma normativa organica del settore, supportata oramai anche a livello istituzionale, prende corpo la necessità di una seria professionalizzazione dello sport di base. In tal senso saranno indispensabili figure specializzate nella gestione manageriale dello sport e degli atleti.

Direttamente connesso al crescente protagonismo di queste figure c’è l’utilizzo di quegli strumenti che agevolano molto la gestione delle società sportive. È il digitale una delle risorse a cui attingere sempre di più. Affidarsi al digitale, oltre a ridurre costi e tempi di gestione, permette di ridurre l’uso di carta – e l’ambiente ringrazia – ma soprattutto di ridurre le possibilità di contagio.

In tal senso si segnala il caso di Sporteams, una app che permette, a genitori e atleti, di effettuare direttamente da telefono i pagamenti di quote o materiale, che avvisa delle scadenze dei certificati medici, ma anche di allenamenti ed eventi. La app è molto utile anche per i dirigenti che possono avere una contabilità sempre aggiornata, le anagrafiche degli atleti, tutte le scadenze sotto controllo, introiti maggiori grazie ai pagamenti digitali.

Il know-how digitale in aiuto allo sport di base. Proprio la start-up Sporteams, capitanata dall’imprenditore Luca Bassilichi, è anche impegnata in prima linea con due progetti sperimentali che puntano a far ripartire lo sport in sicurezza: rilevazione delle presenze, monitoraggio, gestione degli accessi alle strutture sportive e a quelle correlate, controllo delle distanze alcuni dei punti cardine.

A Firenze in collaborazione con l’U.S. Affrico e a Cesenatico con il Bakia. Due società ideali per sperimentare questo sistema: l’Affrico infatti ha, oltre al calcio, basket e tennis mentre il Bakia offre un settore giovanile con oltre 300 iscritti.