roma pallotta verPallotta nuovo stadio Romasamenti 78 milioni
Il presidente della Roma James Pallotta (Foto: Insidefoto.com)

Pallotta cessione Roma – La Roma naviga in acque tutt’altro che calme. La tempesta è dovuta a tre situazioni: la pesante situazione debitoria, il desiderio di James Pallotta di vendere il club e lo stallo nel progetto nuovo stadio. A questo si somma l’andamento della squadra allenata da Fonseca che ha raccolti soli 3 punti sui 12 a disposizione dopo la ripartenza del campionato.

Sul fronte della cessione, detto che le fonti finanziarie continuano a confermare l’ interesse di Dan Friedkin, è ormai chiara la cifra che convincerebbe il presidente a passare la mano: 600 milioni, di cui 300 destinati a coprire i debiti, come riporta la Gazzetta dello Sport. L’ultima offerta del magnate texano era stata di 490 milioni ed era stata respinta al mittente da Pallotta.

Nei giorni scorsi si è fatta avanti una cordata sudamericana con base in Uruguay, che ha contattato il numero uno della Roma esprimendo la volontà di subentrare alla guida del club giallorosso. Il primo obiettivo della cordata sarebbe Edinson Cavani. A rivelarlo ad «Ovacion» inserto sportivo di «El Pais» è stato Gaston Fernandez, intermediario per Cavani. «C’ è questa offerta per Cavani. Mi hanno contattato per inviare una proposta formale a Walter Guglielmone, che è il fratello e l’agente del giocatore. Se questo gruppo acquista la Roma, vogliono Edinson.
Tutto dipenderà dal fatto se riusciranno a prendere la Roma, perché non è facile acquistare un club di quel prestigio».

Per quanto riguarda la questione stadio, oggi potrebbe essere un giorno decisivo. In Campidoglio Virginia Raggi e la maggioranza M5S discuteranno dell’iter del progetto. La sindaca insieme agli esponenti del gruppo grillino, esaminerà gli esiti della due diligence affidata all’ingegner Roberto Botta, vice direttore generale del Campidoglio, che darà parere positivo all’avvio dei cantieri a Tor di Valle. La Convenzione Urbanistica è virtualmente terminata. Adesso la Raggi dovrà capire se ha una maggioranza in consiglio che consenta di dare il via libera all’opera oppure se rischi una nuova spaccatura.