Arthur (Photo by PAU BARRENA/AFP via Getty Images)

La società di revisione inglese Ernst & Young ha prodotto un report relativo all’impatto dell’emergenza Coronavirus sul calciomercato della Serie A, valutando in particolare come il player trading risentirà della crisi finanziaria legata alla pandemia.

Da una prima analisi storica emerge che i club non sono in grado di autofinanziare i propri acquisti attraverso le cessioni. Per fare un esempio, tra il 2015/16 e il 2019/20, i club dei top 5 campionati europei hanno investito 5 miliardi di euro in acquisti, ricavando tuttavia 3,8 miliardi dalle cessioni.

La crisi legata al Covid farà diminuire «le fonti accessorie per finanziare il calciomercato, quali surplus della gestione operativa derivante da ricavi operativi superiori ai costi operativi», amplificando il ricorso a debiti verso banche e istituti creditizi, o versamenti da parte dei soci. Questo perché le società di Serie A subiranno una riduzione di cassa nella stagione 20/21, principalmente imputabile alla contrazione dei ricavi da ticketing e da sponsor (in parte mitigata dal taglio degli stipendi).

I club dovranno quindi concentrarsi su acquisti necessari, e il valore medio delle spese sarà infatti inferiore del 23% rispetto al prezzo medio delle operazioni della stagione 19/20. EY stima che il valore delle operazioni, includendo gli scambi onerosi, sarà di circa 830 milioni contro circa 1,4 miliardi dell’anno scorso.

Per quantificare gli impatti del Covid-19 sul calciomercato della Seria A, EY ha seguito il seguente percorso:

  1. Analisi delle variabili che influenzano le dinamiche del player trading (sia a livello europeo che in Serie A)
  2. Individuazione delle variabili impattate dal virus e dalla crisi finanziaria ad esso legata e quantificazione degli impatti associati
  3. Determinazione degli effetti sul calciomercato

Analisi delle variabili che influenzano le dinamiche del player trading

Dall’analisi di EY del player trading, nei 5 principali campionati europei, emerge un saldo negativo tra acquisti e cessioni, ciò implica il ricorso a fonti accessorie per alimentare il mercato (in altre parole le squadre non riescono ad “autofinanziare” i propri acquisti attraverso le cessioni).

In particolare, il divario di 1,2 miliardi tra acquisti e cessioni nelle ultime 5 stagioni ha reso necessario il ricorso a: surplus della gestione operativa (derivante da ricavi operativi superiori ai costi operativi – condizione molto difficile in Serie A); debiti verso banche e istituti creditizi; versamenti da parte dei soci.

Per testimoniare l’effettiva dipendenza del calciomercato da tali risorse accessorie è stata analizzata la correlazione tra il loro ammontare e il valore degli acquisti: queste risultano fortemente correlate in senso positivo (R2 = 0.93).

Analizzando la Serie A nel dettaglio, tali considerazioni valgono alla stessa maniera negli ultimi due anni, il rapporto tra acquisti di giocatori e fonti di finanziamento accessorie risulta in linea con i “Big5” (stabile a circa 4x).

 

Individuazione delle variabili impattate dalla crisi e quantificazione degli impatti associati

Avendo definito le “risorse accessorie” come il volano del player trading, sono stati analizzati gli impatti che il Covid-19 e la crisi finanziaria ad esso legata avranno su tali risorse.

La crisi economica avrà un impatto negativo su diversi settori e, di conseguenza, anche sulla possibilità di spesa dei soci per il finanziamento delle loro squadre. A tal proposito, in linea con la contrazione del PIL Italiano (primo semestre), si stima una riduzione di circa il 10% nei versamenti dei soci.

Le squadre di Serie A subiranno, per effetto del COVID-19, una riduzione di cassa nella stagione 20/21 (circa 400 milioni di euro) secondo EY, principalmente imputabile alla contrazione dei ricavi da ticketing e da sponsor. Tuttavia, l’impatto sarà parzialmente mitigato da riduzioni di costo che le squadre riusciranno ad ottenere soprattutto grazie al taglio degli stipendi e al contenimento delle spese organizzative per le partite giocate a porte chiuse.

Pertanto, considerando quanto sopra, dai 350 milioni di fonti accessorie del 2019/20, la prossima stagione vedrà una contrazione di tale budget che si stima sarà di poco al di sotto dei 100 milioni.

Determinazione degli effetti sul calciomercato

Tale riduzione di risorse, alla luce della relazione sopra analizzata, comporterà una riduzione anche degli investimenti in giocatori da parte delle squadre, che quindi si stima saranno circa 400 milioni (70% in meno dell’anno scorso).

La contrazione del budget disponibile per operazioni di calciomercato costringerà i club a concentrarsi prioritariamente sugli acquisti necessari, offrendo eventualmente anche prezzi inferiori in base alle disponibilità finanziarie.

Nella stagione 19/20 solo il 36% delle operazioni onerose in Serie A sono state individuate come “necessarie” da un punto di vista tecnico per affrontare la stagione. Considerando la contrazione delle risorse disponibili e la necessità per le squadre di serie A di dover effettuare lo stesso numero di operazioni definite “necessarie”, si stima che queste dovranno essere effettuate con un valore medio inferiore del 23% rispetto al prezzo medio delle operazioni della stagione 19/20.

Tutto ciò considerato, e considerando anche gli scambi onerosi, il calciomercato 20/21 della Serie A vedrà una riduzione di circa il 20% in termini di numerica delle operazioni con un controvalore complessivo che raggiungerà circa 830 milioni di euro (-40% rispetto al 19/20).