La partita tra Milan e Genoa, giocata a San Siro a porte chiuse (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, intervistato da Il Mattino, ha parlato della tortuosa strada che ha portato alla ripresa della Serie A e di quelli che sono i prossimi obiettivi, nel breve e nel lungo periodo, per il sistema calcio in Italia.

Parole di un uomo soddisfatto del proprio operato, dopo le molte polemiche degli ultimi mesi: «La ripartenza è una grande soddisfazione, un risultato straordinario per il calcio, non per me stesso. Ho svolto con fatica e determinazione un compito in cui ho sentito forte il senso di responsabilità che il ruolo mi impone. Andare oltre gli interessi di parte è stato difficile, ma necessario».

Non nasconde che ci sono stati momenti di grande difficoltà, il peggiore dei quali è stato: «La decisione di interrompere tutte le attività in Francia è stato il momento più critico, sembrava fossi rimasto solo a perorare la causa della ripartenza. Il dispiacere più grande però è stato verificare che, alcune volte, per sostenere un’idea diversa dalla mia veniva distorta anche la realtà. Abbiamo sempre detto che volevamo ricominciare quando le condizioni generali lo avessero permesso, invece alcuni hanno ingiustificatamente sostenuto che volevamo giocare nonostante l’emergenza. Questo mi ha ferito profondamente».

Per quanto riguarda il ritorno in campo, il presidente federale si dice fiducioso, nonostante resti sullo sfondo la possibilità di utilizzare il tanto discusso algoritmo: «Il nostro obiettivo è assegnare in campo i verdetti di questo campionato. Ho sempre sostenuto che cambiare format in corsa sarebbe stato necessario se non ci fossero state le condizioni per la ripartenza. Invece oggi siamo molto vicini a questo traguardo, è giusto che si giochino tutte le partite in programma».

«Per quanto riguarda l’algoritmo è stato sollevato molto rumore senza nemmeno conoscere di cosa di tratta. Non vogliamo chiamarlo così? Chiamiamolo criterio per la definizione delle graduatorie ispirato al merito sportivo. Se il campionato si dovesse fermare un’altra volta, non ritengo giusto, ad esempio, cristallizzare la classifica senza tenere conto delle gare che restano da giocare, con club che magari ne hanno giocate di meno rispetto ad altri. Sarà ispirato a un principio di equità e buon senso».

Sulla possibilità di trasmettere alcune gare in chiaro: «La Serie A ha raccolto l’invito del Ministro Spadafora, – ha detto Gravina – posizionando la Coppa Italia in testa a tutti gli avvenimenti per la ripartenza così da far riabbracciare il calcio all’Italia e viceversa. Il resto è un tema che risente doverosamente del rispetto dei contratti in essere con i broadcaster».

In Spagna si è parlato dell’ipotesi di una possibile riapertura degli stadi, di cui ha parlato anche la sottosegretaria al ministero della salute, Alessandra Zampa. Sul tema il presidente della Federcalcio ha detto: «Me lo auguro. Migliorando l’andamento dei contagi, spero si possa consentire un accesso parziale agli impianti di calcio. Sarebbe una straordinaria iniezione di fiducia e di entusiasmo».

Chiosa finale sulla quarantena imposta a tutta la squadra in caso di una positività: «Il mio auspicio è che l’Italia riesca a superare definitivamente la fase critica, a quel punto si potrà riaffrontare l’argomento con Governo e CTS, che su questo aspetto ha sempre mostrato grande cautela».