Riapertura stadi hospitality
(Photo by Vincenzo PINTO / AFP) (Photo by VINCENZO PINTO/AFP via Getty Images)

La Serie A si prepara a ripartire, per il momento senza tifosi, ma il tema della riapertura degli stadi scalda i club. L’obiettivo è quello di poter riavere almeno parte del pubblico per fine stagione o – più verosimilmente – per l’inizio del prossimo campionato.

Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, le aree hospitality potrebbero essere le prime a tornare a riempirsi. Questi settori hanno acquisito sempre maggiore importanza con il passare degli anni, tanto che le ristrutturazioni degli impianti prevedono sempre di più un aumento dei posti vip, con tanto di sky box, ristoranti e lounge bar.

L’obiettivo chiaramente è quello di far crescere i ricavi da matchday, dato che gli sponsor e i partner di tutte le società sono soliti acquistare i posti più pregiati, pagandoli cifre stagionali sicuramente superiori a quelle degli abbonamenti in altri settori.

Il problema è che la percentuale di posti hospitality negli impianti di A è bassa, intorno al 3-4%, mentre negli stadi nuovi si arriva al 10% (per esempio all’Allianz Stadium). Proprio da queste aree si dovrebbe ripartire, poiché più facilmente controllabili e con un numero minore di persone coinvolte.

La discussione su quali settori riaprire e con quali modalità resta aperta, con la FIGC – che punta a riempire tra il 10% e il 20% degli stadi – che sta studiando il dossier. Un altro modo per venire incontro alle esigenze economiche dei club, colpiti – come tante aziende – dalla crisi post pandemia.

Un’eventuale riapertura dovrà comunque passare per l’ok del Governo. Il ministro Spadafora è già stato informato dalla Federcalcio che questo sarà la prossima battaglia, ma trattandosi di una materia sanitaria, sarà importante il paese del Cts.