Serie A multe pirateria
(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Passo importante nella lotta alla pirateria. Il Tribunale di Roma – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari – ha disposto il sequestro preventivo, mediante oscuramento, di 10 siti web che consentivano l’accesso abusivo a contenuti audiovisivi non autorizzati, in particolare eventi sportivi, a un numero indeterminato di utenti finali.

L’operazione – come riporta Il Messaggero – rientra nell’ambito della stessa indagine che a gennaio scorso ha portato al blocco di 15 collegamenti web utilizzati per la visione di contenuti multimediali ad accesso condizionato.

Il provvedimento richiesto dalla Procura della Repubblica è stato emesso sulla base degli accertamenti svolti dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza. I militari hanno sviluppato gli elementi acquisiti a suo tempo da una denuncia presentata dalla Lega Nazionale Professionisti di Serie A.

Lega Serie A nel ruolo di contitolare, con le singole squadre organizzatrici delle partite di calcio, dei diritti audiovisivi relativi a tutti gli eventi disputati nelle competizioni di cui la stessa è organizzatrice (Campionato di Serie A Tim, Coppa Italia, Supercoppa e Competizioni Primavera).

Attraverso la cosiddetta Iptv (Internet Protocol Television) i “pirati” acquisiscono e ricodificano i palinsesti televisivi delle maggiori piattaforme a pagamento per poi distribuirli sulla rete internet sotto forma di un flusso di dati ricevibile dagli utenti fruitori, con la sottoscrizione di un abbonamento illecito e un semplice Pc, tablet, smartphone o decoder connesso alla rete.

 

3 COMMENTI

  1. La pirateria da anni risulta essere il male assoluto inerente la fruizione di contenuti sportivi e non … ma se riscuote così grande successo tra gli “abbonati” non sarà forse il caso che le piattaforme “regolari” cerchino di carpire “politicamente” come arginarli? E’ dai tempi di tele+ che la pirateria da prima con le wafer fino ad arrivare alle famose IPTV, trova sempre il modo di raggirare le contromisure. Ma siamo certi che le piattaforme regolari non abbiano mai contribuito alla diffusione della pirateria?