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(Foto Giuseppe Celeste / Insidefoto)

Abbiamo intervistato in diretta Instagram Emanuela Perinetti, General Manager di Sports Dots. Con lei abbiamo parlato di Marketing Sportivo e delle sue esperienze in ambito calcio.

Nell’attesa di capire se si tornerà al calcio giocato, certamente c’è un settore intorno al quale orbitano molteplici interessi diversi. Lo sviluppo del marketing digitale negli ultimi anni ha preso sempre più piede grazie all’avvento di tecnologie e strumenti innovativi.

Con Cucu Sport siamo stati un po’ pionieri sul tema dell’influencer marketing nello sport.” – dice Emanuela – “Gli sportivi sono stati influencer ancor prima dell’avvento dei social network e del mondo digitale. Possiamo pensare a Michael Jordan di cui tanto si parla in questi giorni per i tanti aneddoti raccontati dal documentario Netflix “The Last Dance”. Uno sportivo come lui ha influenzato abitudini, usi e consumi di tanti appassionati, in un momento in cui non esitevano i social. Oggi la persona al mondo più seguita è uno sportivo come Cristiano Ronaldo che gode di una fanbase erorme a livello globale”.

Cucu Sport – continua Emanuela – ha intercettato questo fenomeno tramite il quale i brand si interessano a legare la propria immagine a quella di uno sportivo, cercando di matchare perfettamente i due profili tramite un’algortimo. Un’attività molto interessante che abbiamo portato avanti è stata la partnership tra El Shaarawy e Gillette. L’ex romanista ha una fanbase molto ampia ed internazionale e anche oggi in Cina il suo profilo è molto richiesto dai brand cinesi.

Oggi, dopo che Cucu Sports ha chiuso la sede italiana e concluso un importante accordo con un marketplace di influencer non solo sportivi presente in America Latina e Spagna, Emanuela non ha smesso di “imprendere”.

Con Sport Dots abbiamo provato a cambiare il paradigma classico nel legare un brand ad uno sportivo, non si parla più di sponsorship bensì di partnership. Questo oggi è molto importante in un settore che, a livello di comunicazione con la fanbase, diventa sempre più complesso. Sarebbe insensato proporre ad un brand una “classica” sponsorizzazione di maglia che ha natura statica, ma piuttosto crea maggior valore un’integrazione online/offline che permette di interagire attivamente con i tifosi. Uno dei progetti più emozionanti che abbiamo portato a termine è stato quello relativo alla partnership tra Pogba e Wish, portato avanti a cavallo della Coppa del Mondo vinta dalla Francia.

Emanuela Perinetti

Con Emanuela parliamo anche di quello che è lo stato dell’arte del marketing sportivo digitale a livello italiano. “In Italia a livello di marketing sportivo non c’è molta differenza con quello che succede a livello europeo. Non c’è un grosso gap, soprattutto perchè il calcio parla una lingua globale, ma piuttosto una crescente internazionalizzazione capace di attirare brand stranieri all’interno del mercato domestico per investire sui nostri asset. La tendenza verso il digitale, causato anche dalla pandemia, porta allo svilluppo di soluzioni alternative per creare engagement con i tifosi.

L’agenzia Sport Dots guarda sempre con lungimiranza al settore sportivo e quindi con particolare interesse anche al mercato degli eSports.

Gli eSports sono un mercato in forte espansione e anche noi di Sport Dots già da un anno lo stiamo seguendo con interesse. Abbiamo portato avanti un progetto con Open Fiber che ha capito in anticipo come muoversi su un terreno nuovo per parlare ad un target potenzialmente redditizio, grazie ad una collaborazione con il team Exeed. L’interazione online di un progetto di questo tipo poi viene valorizzata anche tramite eventi fisici.

C’è spazio anche parlare di calcio femminile, un mondo che è cambiato molto da quando Emanuela ha preso i primi passi nelle giovanili della Roma con Mister Giannini.

“Il calcio femminile oggi ha fatto notevoli balzi in avanti, e anche sotto il profilo del marketing le ragazze oggi si approcciano con proattività ad inziative extracampo. Le calciatrici sono ricercate dai brand soprattutto perchè parlano ad un target differente potenzialmente aggredibile tramite la loro immagine. Noi ci siamo mossi in questo senso con Sara Gama e Alia Guagni che hanno legato la loro immagine a due brand. La prima con una start up dell’ecossitema WyLab, mentre la seconda con KIA. C’è un grosso potenziale, ancora inespresso, nel calcio femminile ma il crescente interesse dell’ambiente può permettere di fare ulteriori passi in avanti.