Jean Michel Aulas (Photo credit should read JEAN-PHILIPPE KSIAZEK/AFP/Getty Images)
Jean Michel Aulas (Photo credit should read JEAN-PHILIPPE KSIAZEK/AFP/Getty Images)

Jean-Michel Aulas non si arrende. In un’intervista rilasciata a L’Equipe, il presidente dell’Olympique Lione ribadisce la sua posizione secondo la quale la decisione di fermare la Ligue 1 sia stata un errore. È pronto a combattere per poter riprendere la stagione seguendo l’esempio di altri paesi in Europa.

Aulas inizialmente ha voluto ribattere alle accuse che gli sono state rivolte negli ultimi giorni, riferite al fatto che mettesse in primo piano l’aspetto economico legato al calcio rispetto alla salute: “Voglio dire che il nostro primo pensiero è rivolto alla salute e al sistema sanitario. Nell’azienda Lione lavorano 500 persone, alcune delle quali sono state colpite dalla malattia, alcune sono morte. Dire che stiamo combattendo solo per milioni è scioccante per me. Siamo forse il primo club in Francia a essersi mosso per aiutare con donazioni attraverso la nostra fondazione. Abbiamo donato oltre 500.000 euro a ricercatori, medici, pazienti”.

Per quanto riguarda l’aspetto sportivo, in particolare la conclusione del campionato, il numero uno del Lione ha voluto sostenere quanto precedentemente detto da Noël Le Graët, presidente della Federcalcio francese: “Sono sostanzialmente d’accordo con ciò che dice Noël. Vuole, a differenza della Lega, arrivare alla fine del campionato, e io sono d’accordo al 100%”.

Il leader del Lione ha poi sottolineato l’errore politico che è stato commesso dal governo francese. “Sì, c’è stato prima un errore politico. Perché affrettarsi a dire che sarà impossibile giocare prima di agosto? Non sappiamo se gli altri paesi avranno lo stesso giudizio. La Francia per lo sport è come la Francia per gli affari, è in competizione”.

Subito dopo la decisione comunicata dal presidente francese, relativa allo stop del campionato, Aulas si era fatto promotore dell’ipotesi di terminare la stagione con playoff e playout: “Lo stop costerebbe troppo non solo alle società ma anche alla Lega stessa. Ci stiamo impiccando da soli”. E a chi lo accusa di voler proseguire la stagione solo perché il Lione è settimo, dopo le 28 giornate fin qui disputate, Aulas risponde: “Se il Lione fosse stato secondo? Avrei pensato lo stesso. Se fossimo stati secondi, avremmo provato a trovare una soluzione attraverso gli spareggi per diventare campioni ”.

In conclusione Auals ha lanciato una richiesta: “Chiedo che queste decisioni vengano riprese in occasione dell’assemblea generale (questo lunedì) o di quella del 23 maggio. Per il momento, chiedo di usare la ragione e di consultarsi con la UEFA. Se il campionato si ferma, come giocheranno PSG e OL alla fine di luglio, in occasione della finale di Coppa e poi della Champions League?”