Regolamento autogol Serie A 2020 2021
Il pallone della Serie A (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

ARTICOLO DI CALCIO E FINANZA PUBBLICATO SU IL FOGLIO SPORTIVO

“Sarei un folle a demonizzare il calcio: so che produce un fatturato e soprattutto paga tasse allo Stato che consentono di alimentare il fondo con cui finanziamo tutti gli altri sport”. È questo, stando alle parole del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il peso del calcio in Italia. Un sistema che garantisce, direttamente o indirettamente, soldi che vanno non solo dalla Serie A ai campionati minori, ma che servono anche per mandare avanti molte delle altre federazioni sportive, come spiegato dallo stesso Spadafora. 

Stando ai dati della Figc, tutto il Sistema Calcio (calcio professionistico, Figc, Leghe campionati dilettantistici e giovanili) genera un fatturato complessivo è pari a 4,7 miliardi di euro. Si tratta così di una delle 10 principali industrie italiane: il solo calcio professionistico nel 2017 aveva un impatto sul PIL nazionale pari allo 0,19% del 2017, con una contribuzione fiscale e previdenziale aggregata per circa 1,2 miliardi di euro. Una cifra che rappresenta il 70% del gettito fiscale generato dallo sport italiano e il 36% rispetto al settore relativo alle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e di divertimento, ma che, complice lo stop, rischia di ridursi di circa il 30% nel 2020. 

Soldi che, come spiegato da Spadafora, finanziano anche gli altri sport: nel 2018 (ultimi dati consuntivi a disposizione per tutte le federazioni) per 23 federazioni su 43 (pari al 60%) i contributi del Coni rappresentavano più del 50% dei ricavi. Si va da un impatto dell’89% per la FIM (1,9 milioni di contributi su 2,1 milioni di ricavi) fino al 12% della FIT (7 milioni di contributi su 58,4 milioni di ricavi).

Complessivamente, le federazioni hanno ricevuto 248 milioni di contributi Coni su 727 milioni di ricavi, pari al 34,2%, con un risultato netto di bilancio aggregato positivo per 6,4 milioni (15 federazioni hanno chiuso in rosso): sono tuttavia solo 8 le federazioni per cui i contributi hanno rappresentato meno del 30% del fatturato. Tra queste, oltre alla Federtennis, anche FIP (9,2 milioni su 40,1 milioni, 23,2%), la FIGC (36,4 milioni su 160,4 milioni, 22,27%) e la FIR (5,9 milioni su 45,4 milioni, 13%).

Anche il calcio, infatti, riceve contributi pubblici: negli ultimi 11 anni, la FIGC ha ricevuto oltre 750 milioni, garantendo tuttavia allo Stato 11,4 miliardi a livello fiscale e previdenziale solo dal calcio professionistico.

La larga parte della contribuzione fiscale arriva ovviamente dalla Serie A (circa il 70%, pari a 856 milioni su 1,2 miliardi), che a sua volta garantisce risorse anche per i campionati al di sotto: attraverso la mutualità, la Serie B riceve circa 80 milioni di euro dalla torta dei diritti tv, anche se la Lega cadetta ha chiesto che venga rispettato l’accordo per cui gli spetterebbero circa 100 milioni.

1 COMMENTO

  1. Marco Spinelli.I nostri emigranti andavano ad occupare posti di lavoro che i locali facevano faticare ad accettare, poi mandavano a casa parte dei loro guadagni,fondi economici che venivano tolti alle nazioni dove lavoravano.I Calciatori stranieri in Italia fanno lo stesso e in più, ironia della sorte, tolgono il lavoro agli italiani che farebbero a pugni pur di diventare calciatori professionistici.Il Calcio italiano non produce ricchezza,drena soldi al Paese per spedirli all’estero.