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(Photo by JAVIER SORIANO/AFP via Getty Images)

“La Premier League vuole portare a termine la stagione, in condizioni di sicurezza, ma si riprenderà solo col pieno appoggio del governo, che ringraziamo per il pieno appoggio ricevuto in questi giorni, e dopo aver sentito il parere di medici, giocatori e allenatori”. È la dichiarazione conclusiva dal vertice delle società calcistiche inglesi, riunite oggi per discutere il ‘Progetto ripartenza”.

La Premier “accoglie con favore la creazione di un gruppo di lavoro governativo esplicitamente dedicato alla ripresa dello sport di elite, incontrato per la prima volta stamattina. Nessuna decisione – concludono i club – è stata presa sul ‘Progetto ripartenza’, e i club si sono scambiati i propri punti di vista sulle informazioni fornite al riguardo. È stato concordato di attribuire un ruolo chiave alle consultazioni con le associazioni di giocatori e manager”.

La riunione dei club inglesi, in teleconferenza, ha fatto seguito a un incontro col Governo inglese che ha ribadito come il ritorno alle competizioni sarà un percorso lungo, e come per il via anche solo agli allenamenti servirà l’ok degli sperti che seguono la curva dell’epidemia in Gran Bretagna. La riunione della Premier è servita, secondo indiscrezioni del Guardian, soprattutto a mettere a punto gli aspetti logistici di un ritorno agli allenamenti, dall’isolamento dei centri sportivi alle misure di sicurezza, fino all’idea di giocare in campo neutro. I club hanno inoltre cominciato a parlare dei protocolli sanitari e dei tamponi ai quali sottoporre le squadre e gli staff.

L’obiettivo è quello di ripartire tra l’8 e il 12 giugno senza spettatori: tuttavia, nessuna squadra giocherà nei propri stadi, soprattutto dopo la posizione della polizia inglese, che teme tifosi al di fuori degli impianti per le gare a porte chiuse.

Sul tema ripartenza si è espresso anche Oliver Dowden, segretario alla cultura del governo inglese: “Lo sport in Gran Bretagna riprenderà solo quando sara’ sicuro farlo, secondo le indicazioni degli esperti sanitari”.