Ezpeleta partenza stagione MotoGp
Piloti MotoGp in pista (Foto: Vincent Guignet / Panoramic / Insidefoto)

Non ci sono ancora notizie certe sulla data di partenza di questa stagione del Motomondiale, ma l’intento della Dorna è quello di fare il possibile per preservare questa annata riuscendo a organizzare almeno un numero di gare minimo per poterla rendere valida. L’impresa non è certamente semplice visto che solo pochi giorni fa è stata annunciata la cancellazione di tappe importanti quali quelle in Germania, Olanda e Finlandia (tre appuntamenti in programma in estate), ma l’auspicio di tutti è quello di partire, seppure in ritardo rispetto alla tabella di marcia, ma preservando la salute di addetti ai lavori e piloti.

A fare il punto della situazione ci ha pensato così Carmelo Ezpeleta: “La nostra idea, ad oggi, è iniziare a fine luglio – ha detto il CEO di Dorna al sito della MotoGP – Dove e quando è ancora da decidere (al momento la prima tappa in calendario sarebbe Brno il 9 agosto, ndr). Di sicuro il nostro programma iniziale prevede di cominciare in Europa e correre dalla fine di luglio fino a novembre e poi vedere che succede. Dobbiamo capire se sarà possibile viaggiare fuori dall’Europa. Nella peggiore delle ipotesi, se non fosse possibile, avremo almeno un Mondiale da 10-12 gare in quel periodo”.

Pur non avendo ormai da tempo la possibilità di scendere in pista anche solo per allenarsi, i piloti sono pronti a partire: “”Parliamo regolarmente con tutti – ha detto Ezpeleta -. Due settimane fa abbiamo avuto un incontro e stiamo continuando a confrontarci. Fortunatamente tutti i piloti sono in salute e non vedono l’ora di iniziare. Capiscono la situazione, vogliono correre, ma in modo sicuro”.

La Dorna, come da tradizione, non vuole trascurare alcun dettaglio e sta mettendo a punto un protocollo ad hoc: “”Stiamo cercando di creare un protocollo per capire come potrebbero essere le gare senza spettatori e con un numero limitato di persone che lavorano nel paddock. Intendiamo acquistare 10mila test per tutto il personale, tutti veranno testati in tre diversi momenti: prima della partenza delle proprie abitazioni, quando arriveranno in circuito e quando torneranno a casa. Abbiamo parlato coi team e siamo arrivati all’accordo per un massimo di 40 persone per le squadre ufficiali, 25 per i team satellite, 20 per la Moto2 e 15 per la Moto3. Poi tutte le persone che producono il segnale televisivo e il numero minimo di persone per garantire l’organizzazione della corsa. Si arriverà a una media di circa 1.600 persone. Spostamenti? All’inizio abbiamo pensato che ci saremmo mossi in macchina, ma con l’evolversi della situazione credo che a fine luglio si potrà volare in modo sicuro”.

In conclusione un messaggio a tutti i fan della MotoGP: “Torneremo sicuramente, e torneremo più forti di prima” – ha concluso.