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Adriano Galliani e il figlio Gianluca (foto Insidefoto.com)

Torna a parlare Adriano Galliani. L’amministratore delegato del Monza ha rilasciato un’intervista a Il Giornale nella quale ha detto la sua sulla ripresa dell’attività calcistica: «Piano, non è ancora sicuro: ci sarà bisogno del parere della comunità scientifica e dell’ok del Governo e comunque stiamo parlando di riprendere gli allenamenti, a porte chiuse, il 4 maggio».

«Sono d’accordo sulla scelta di riprendere il calcio in modalità scaglionata – ha aggiunto –. Mi sono letto e studiato il protocollo varato dalla commissione medico-scientifica della Federcalcio: è molto costoso, inaccessibile per i club di serie B e Lega Pro. È giusto quindi che parta per prima la serie A».

Galliani parla della potenziale prima data utile per la ripresa: «La prima data utile sembrerebbe quella del mese di giugno, a porte chiuse, naturalmente, poiché molti esperti pronosticano in quelle settimane il periodo nel quale il virus sarà meno aggressivo. Se così non fosse, dovremo spostare le lancette degli orologi più in là perché giocare e concludere i campionati è infinitamente meglio che non giocare più».

Anche il settore del turismo sembra fare il tifo per questa opzione: «Ogni vittoria sportiva comporta un grande entusiasmo presso le comunità, basti pensare ai precedenti dei successi nei Mondiali di calcio che hanno determinato un beneficio nei consumi. Il turismo sarà il settore maggiormente colpito dalla crisi ed è il meno aiutato. Se saltasse il turismo, sarebbe un colpo mortale per l’economia del Paese».

Tra i problemi della ripartenza, anche quello di finire oltre il 30 giugno e di probabili incongruenze tra i calendari dei diversi tornei nazionali. L’idea potrebbe essere quella di allineare la stagione del 2021 sull’anno solare.

«Lungi da me la voglia di innamorarmi della mia idea ma se, tra campionati e coppe si dovesse giungere in autunno inoltrato, la conseguenza sarebbe inevitabile. E poi ditemi: non sarà meglio assistere a partite in notturna durante i mesi di giugno e luglio che non nel freddo e gelo del mese di gennaio? La soluzione dei campionati su anno solare è l’unica in grado di contemperare le diverse esigenze».

Galliani vede così un successivo ritorno alla normalità: «La prima idea che mi viene è questa: dividere la serie A in due gironi da 10 squadre, le prime 8 o le prime 4 classificate si giocano quarti, semifinali e finali per aggiudicarsi lo scudetto e così in 5 mesi si conclude la stagione».

«Faccio anche quest’ ultima considerazione: completato in autunno inoltrato 2020 il campionato più le coppe, non è pensabile di ricominciare il giorno dopo il torneo successivo, senza un periodo ridotto di vacanze e di nuova preparazione. Anticipo già l’obiezione: ma come devono fare altre ferie dopo la sosta di due mesi? È vero che i calciatori sono stati fermi due mesi ma sono rimasti reclusi in casa», ha concluso l’a.d. dei brianzoli.