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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli (foto Insidefoto.com)

Il Tas di Losanna ha dato ragione ad Aurelio De Laurentiis nella battaglia legale intentata da Bruno Satin, ex procuratore di Kalidou Koulibaly, nei confronti del Napoli legata al rinnovo di contratto siglato col giocatore nel settembre 2018, che ha prolungato fino al 2023 l’accordo fra le parti.

Come riporta la Gazzetta dello Sport, il tribunale di arbitrato sportivo ha respinto la richiesta di 400 mila euro dell’agente, condannandolo a pagare le spese legali del Napoli.

L’azione legale intrapresa da Satin era legata al precedente rinnovo di contratto del difensore senegalese risalente al 2016, per il quale il procuratore riteneva di dover ricevere ulteriori 400 mila euro, mentre il Napoli aveva respinto la richiesta di pagamento sostenendo di aver pagato l’intero compenso, in quanto il nuovo accordo, firmato da Koulibaly con il suo nuovo agente Fali Ramadani nel 2018, aveva sostituito il precedente.

L’Organo Arbitrale ha respinto la richiesta di 391.860 euro di Satin e lo ha inoltre condannato al pagamento del 75% dei costi del procedimento in favore del Tas (pari a circa 40 mila franchi svizzeri, intorno ai 38 mila euro) e a corrispondere 5 mila franchi (poco meno di 5 mila euro) a titolo di spese legali al club di De Laurentiis, definendo così il contenzioso.

Un’altra vittoria per il presidente del club partenopeo nei confronti di agenti e procuratori e delle loro pretese di commissioni non sempre giustificate. Del resto anche nell’ultimo report della Federcalcio, relativo all’anno solare 2018 il Napoli fra le big è quella che spende di meno in commissioni: 14.218.468,66 con Inter e Juventus oltre i 24 milioni di euro.