Silvio Berlusconi (Insidefoto.com)
Silvio Berlusconi (Insidefoto.com)

Silvio Berlusconi interviene sul Decreto Liquidità, il provvedimento attraverso cui il governo Conte ha messo in campo strumenti a sostegno di imprese e professionisti attraverso la formula dei prestiti garantiti dallo Stato attraverso Sace e Fondo di garanzia per le PMI.

In una lettera al Sole 24 Ore, il fondatore di Mediaset e leader di Forza Italia, ha criticato il provvedimento del governo, ritenendolo non sufficiente a supportare le esigenze di liquidità delle imprese italiane colpite dall’emergenza Coronavirus.

Il Decreto Liquidità «se non cambia, arriverà a garantire alle aziende solo la liquidità per pagare le tasse. Una colossale partita di giro che lascerà imprese, artigiani, commercianti nella stessa condizione di prima, e per di più con un debito da pagare», scrive Berlusconi nella lettera inviata al quotidiano economico-finanziario.

Più nel dettaglio l’ex premier individua tre criticità all’interno del Decreto Liquidità e più in generale della strategia economica del governo verso il mondo delle imprese:

  • La complessità delle procedure per ottenere il finanziamento;
  • La durata dei finanziamenti e i tempi di rimborso;
  • Il rinvio troppo corto delle scadenze fiscali.

«La durata e la complessità delle procedure», evidenzia Berlusconi parlando dei prestiti garantiti dalla SACE, «sono sostanzialmente quelle ordinarie, di qualunque finanziamento, con delle aggravanti. La banca alla quale l’imprenditore si rivolge deve compiere un’istruttoria sulla solvibilità del cliente, perché la garanzia non è al 100% e quindi una quota di rischio rimane a carico dell’ istituto di credito, che inoltre deve adempiere a quanto previsto dalle norme antimafia e antiriciclaggio».

«Una volta conclusa l’istruttoria bancaria», osserva ancora Berlusconi, «vi è un ulteriore tempo di attesa perché la SACE – la società pubblica alla quale è demandata la gestione di questo strumento – deve effettuare a sua volta una propria istruttoria prima di approvare e accordare la garanzia. Tutto questo richiede tempi molto lunghi, settimane se non mesi, per l’erogazione».

L’ex presidente del Milan ha soffermato la sua attenzione anche sui tempi di rimborso dei prestiti assistiti dalla garanzia pubblica.

«I tempi troppo stretti per il rimborso: prestiti a sei anni (così è la gran parte di quelli previsti dal decreto) sono insostenibili per moltissimi operatori economici perchè caricano sulle loro spalle un onere di restituzione difficile da sostenere in una stagione che sarà comunque di crisi e di faticosa ripartenza», ha messo in evidenza Berlusconi, che ha lamentato anche «un rinvio troppo corto delle scadenze fiscali».

«Noi avevamo chiesto che si arrivasse fino alla fine dell’anno. Così com’è stato stabilito, per soli due mesi, significa che le aziende riceveranno i prestiti giusto in tempo per pagare le tasse. Questo suona come una beffa a molti operatori economici in difficoltà», ha aggiunto l’ex premier nella lettera al Sole 24 Ore.

«In definitiva, il governo ha varato regole macchinose che non funzionano, che richiedono tempi lunghi e che scaricano oneri difficilmente sostenibili sul sistema bancario, già in difficoltà per la parziale chiusura delle filiali e la riduzione del personale».

Le proposte di Berlusconi per la liquidità alle imprese

In vista dell’esame parlamentare per la conversione in legge del Decreto Liquidità, il numero uno di Forza Italia lancia alcune proposte di modifica all’attuale impianto del provvedimento.

In primo luogo Berlusconi chiede di aumentare la garanzia dello Stato al 100% anche sui prestiti superiori a 25mila euro.

In questo modo, spiega l’ex premier, le banche sarebbero garantite sull’intero credito concesso e non ci sarebbe necessità di un’istruttoria da parte degli istituti, accelerando i tempi.

Berlusconi propone inoltre di «abolire la garanzia SACE sostituendola – a parità di costi per lo Stato – con un plafond di garanzia messo a disposizione di ciascuna banca da parte dello Stato stesso, in base alla relativa quota di mercato, così da ridurre ulteriormente i tempi e i passaggi burocratici attualmente previsti».

L’azionista di riferimento di Mediaset chiede inoltre di «sostituire le ordinarie procedure antimafia e antiriciclaggio con un’autocertificazione, con pesanti pene per chi avesse rilasciato dichiarazioni mendaci e sollevando ovviamente le banche da ogni responsabilità, di allungare i tempi di restituzione del prestito rispetto a quelli attualmente previsti e di sospendere gli adempimenti fiscali fino a fine anno per le imprese in difficoltà».