Presidente Nizza stagione febbraio
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L’emergenza Coronavirus ha imposto il blocco di tutti i campionati di calcio europei. Ora, la discussione verte sulla data della possibile ripresa dei tornei, una questione sulla quale è intervenuto – con proposte a dir poco rivoluzionarie – il presidente del Nizza, Jean-Pierre Rivère.

«L’imperativo è certamente quello di finire il nostro campionato ma, oscurando l’aspetto finanziario, dobbiamo cercare di riflettere attentamente sulla questione del calendario, il grande argomento del momento», ha esordito il presidente a “Nice-matine”.

In particolare, Rivère propone di guardare oltre l’attuale stagione: «Pensiamo oltre l’anno in corso e proviamo a dare coerenza ai prossimi tre anni. Nel 2022, la Coppa del Mondo si svolgerà in Qatar, dal 21 novembre al 18 dicembre. Perché non adattarsi a questa competizione oggi? Ora potrebbe essere il momento di un grande cambiamento», spiega.

«Nel 2022 sarebbe possibile iniziare il campionato a febbraio e mettere una pausa tra il 1° e il 17 agosto. Nel 2021, possiamo immaginare la stessa cosa. Per il 2020, l’idea è di riprendere l’attuale campionato alla fine di agosto e terminarlo alla fine di ottobre o novembre. Le date indicate dovrebbero essere elaborate da persone molto più qualificate», sottolinea.

L’idea di Rivère è che sia praticamente impossibile giocare ancora per diversi mesi. Da qui, l’idea di finire tranquillamente il campionato nella seconda metà del 2020 e di far iniziare la stagione 2020-2021 nel febbraio del prossimo anno, creando così un nuovo format stagionale.

«L’interesse è multiplo – aggiunge il presidente del Nizza –. Prima di tutto, e soprattutto, ci dà il tempo di regolare l’aspetto sanitario e preservare la salute di tutti. Il nostro sport potrebbe quindi riprendere in condizioni normali ed evitare partite a porte chiuse ripetute e molto noiose. Quindi l’economia inizierà a ripartire. Pensiamo ai nostri sostenitori e ai nostri partner. Offrendo abbonamenti per la prossima stagione, nel gennaio 2021, più persone avranno avuto il tempo di ricostruire la propria situazione finanziaria».

«Questo calendario invertito – conclude – avrebbe anche l’effetto di ridurre considerevolmente le partite in inverno, su campi rovinati, condizioni climatiche difficili e difficilmente favorevoli all’esperienza dello stadio. Assistere a una partita di calcio a maggio, giugno e luglio mi sembra molto più piacevole. Questo potrebbe incoraggiare ulteriormente le famiglie ad andare allo stadio».