Lega Pro credito imposta
Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, ha parlato in un’intervista al “Corriere della Sera” dello stallo causato dall’emergenza Coronavirus. La data ipotetica per ripartire con la stagione è quella del 2-3 maggio, ma Ghirelli predica calma, almeno per ora.

«Deciderà il virus. Il ministro Spadafora ha indicato quella data. Noi, come la Lega di A e quella di B, abbiamo l’intenzione di arrivare in fondo alla stagione. Per quanto ci riguarda vuol dire completare i gironi e disputare playoff e playout. Quindi, magari, sforando sino al 10 luglio. Ma questo, ora, non è tanto importante», ha spiegato.

Le cose che contano, al momento, sono altre: «Il calcio deve capire l’umore della gente, che è spaventata. È giusto concentrarsi su risorse e ricavi, perché altrimenti il sistema non reggerebbe, ma è necessario ripensare ai valori che trasmettiamo».

A tal proposito, Ghirelli non risparmia una critica: «Un esempio? L’ottusità della UEFA, che mentre la gente pensa alle mascherine e ai ventilatori per gli ospedali, fa passare il messaggio dei 300 milioni di danno causato dal rinvio degli Europei. E’ posto con totale cecità tanto da produrre agli occhi della gente un effetto boomerang. Non dobbiamo apparire avidi e insensibili».

Poi sul futuro: «Dobbiamo ripensare a tante cose. Ragionare senza coltivare ciascuno il proprio orticello. Abito a pochi passi dal Colosseo, l’Arena del più grande spettacolo del mondo per 450 anni. Ora lo vanno a vedere solo i turisti. Questo per spiegare che neppure il pallone è immortale. Abbiamo 120-130 anni e a volte penso che siamo obsoleti e lontani dai giovani».

«E questo – ha aggiunto – ci pone un problema anche sulla formula dei campionati. Nella mia Lega durante i playoff registriamo il tutto esaurito a ogni partita».

Ghirelli ha aggiunto che non è il momento di arrivare allo scontro, considerando la situazione: «Non ci deve essere un corto circuito tra virus e regolamenti. Se una società, una sola, varcasse l’aula di un tribunale, ci meriteremmo un bel calcio nel sedere. Alle mie società ho chiesto di essere responsabili: dobbiamo superare il momento insieme».

Infine, sul taglio degli stipendi: «Noi, sull’ argomento, abbiamo aperto un tavolo con l’AIC e con gli allenatori. Più in generale credo che ognuno debba fare la sua parte di sacrifici. È interesse di tutti, anche di chi va in campo, che il sistema regga. Capisco che per Tommasi sia complicato, soprattutto con la serie A, ma deve metterci la faccia. Il calcio va ricostruito con l’aiuto di tutti».