Giuseppe Pasini presidente della Feralpisalo, L.R. Vicenza Virtus - Feralpisalò partita di serie C 2019-2020, Vicenza 8 Dicembre 2019.Ph Fotolive Emanuele Pennacchio

Attraverso un comunicato stampa, il presidente della FeralpiSalò – e presidente dell’Associazione Industriale Bresciana – ha parlato dell’emergenza Coronavirus. In particolare, Giuseppe Pasini ha affrontato il tema della ripartenza del sistema calcio.

«Sappiamo fin da ora che una volta superata questa pandemia le nostre vite non saranno più le stesse. Per ripartire dovremo affidarci a un nuovo modello di inclusione, sociale ed economica, a livello europeo. Perché l’Europa, pur con le sue fragilità, è la grande casa in cui viviamo e nella quale ci rialzeremo. Siamo in piena emergenza sanitaria, con le aziende costrette a grandi sacrifici.

In uno scenario ancora molto incerto credo, da imprenditore e presidente dell’Associazione Industriale Bresciana, che sia doveroso che anche l’azienda calcio dia l’esempio con gesti concreti.

Oggi la priorità massima è la salute ed il contenimento del contagio, cercando con tutte le forze di vincere il COVID-19. Molte donazioni dal mondo del calcio hanno creato un circuito virtuoso che ha dato vita ad una catena solidale di valore assoluto. E di questo ringrazio anche la mia Feralpisalò – dai calciatori a dipendenti e collaboratori – per il grande cuore dimostrato.

Una volta però valutati tutti gli elementi del momento (mancati introiti, rinvio delle competizioni, contributi governativi etc.) il Sistema calcio dovrà dare prova di essere consapevole della situazione, inserito in un contesto che soffre e conscio di come la politica debba mantenere equilibri e fare sforzi imprevisti. Sforzi che è doveroso mettere in atto nel calcio dall’interno, anche per poter chiedere un supporto all’esterno.

Concordo con quanto detto dal presidente Gravina: l’intoccabilità degli stipendi dei calciatori non dev’essere un tabù (anche in Serie C, con le dovute proporzioni), ma anzi dev’essere visto come un grande gesto di responsabilità. Anche nei confronti di quelle strutture sanitarie in forte difficoltà che oggi annoverano tra le loro fila lavoratori in prima linea, che lottano a discapito della propria vita per quella altrui e a cui va tutta la nostra stima e gratitudine. Un gesto di condivisione e sensibilità, di buon senso per restare connessi al Paese.

Un plauso a quanto dichiarato anche dal presidente Ghirelli: “Ognuno deve fare la sua parte di sacrifici. È interesse di tutti, anche di chi va in campo, che il sistema regga”. Mi auguro quindi che l’AIC inserisca quanto prima anche questo punto nell’ordine del giorno per non trovarci impreparati e affrontare al meglio, con rispetto ed equità, questo argomento».