(Photo by Robert Hradil/Getty Images)

«Non esiste una deadline per le Olimpiadi, onestamente non può esserci, a mio avviso: ma nella testa di chi conosce il nostro mondo e sa di cosa parla, si sa che per capire se Tokyo 2020 può svolgersi come programmato non si può andare oltre l’ultima settimana di maggio o la prima di giugno. Poi se c’è un inasprimento della condizione sanitaria internazionale o un miglioramento, si può anticipare o posticipare».

Così ha parlato a Sky il presidente del Coni, Giovanni Malagò: «Navighiamo a vista. Bach su questo è stato chiaro e trasparente. Le linee guida sono chiare, ma non sappiamo fino a quando», ha detto Malagò dopo la riunione tra il Comitato olimpico internazionale e i comitati europei, che hanno votato all’unanimità il loro sì alle linee guida del Cio su Tokyo 2020.

«E’ stata un’iniziativa molto apprezzata. Il Cio ha cominciato ieri con le federazioni internazionali, per avere un quadro di riferimento. Oggi lo ha fatto con noi. Siamo partiti da un presupposto che è sacro, è un mantra: la salute prima di tutto. Poi, bisogna, mantenere un coordinamento unico, sia sotto il profilo degli atti sia della comunicazione: può diventare un manicomio se tutti, anche addetti ai lavori, comincia a esprimere opinioni», ha aggiunto Malagò.

«Può succedere – ha spiegato il presidente del CONI, riferendosi a recenti dichiarazioni del presidente Usa, Trump – che qualche potente della terra dice qualcosa, ipotizzi di spostare di un anno o di qualche mese le Olimpiadi, e magari contestualmente la borsa di Tokyo ha perso il 16 per cento…».