Ricavi Champions League 2018 2019
(Photo by Michael Regan/Getty Images)

Il caso Rugani, risultato positivo al Coronavirus, può cambiare drasticamente lo scenario calcistico da qui in avanti. Il primo episodio che riguarda un calciatore di un club che gioca in Champions obbliga a chiedersi se sia sensato proseguire con le competizioni non ancora sospese.

La UEFA ancora non cede, ma i rinvii delle sfide di Europa League delle italiane (a causa del blocco dei voli tra Italia e Spagna) hanno iniziato a intaccare anche i tornei europei. L’idea sarebbe risolvere tutto in partita secca, a porte chiuse, su un campo neutro (deciso dalla UEFA), nella giornata di giovedì 19 marzo.

Con Rugani positivo anche l’Inter però è in quarantena, costringendo così il Governo del calcio europeo a rivedere i propri programmi. Come spiega “La Gazzetta dello Sport”, qualche idea arriverà oggi dal gruppo di lavoro UEFA-Leghe, istituito al Congresso di Amsterdam, in videoconferenza con Nyon. L’Italia offrirà la sua esperienza e tutti i suoi dubbi su prosieguo delle coppe. Saranno in agenda i problemi delle nazionali di fine mese: l’eventuale quarantena per alcuni giocatori che viaggeranno (e che i club non vogliono far partire) e la situazione dei voli (qualcuno avrebbe difficoltà a tornare).

L’impressione è che la UEFA voglia fare di tutto per continuare Champions ed Europa League e per programmare EURO 2020. Le due sfide di Europa League da disputarsi eventualmente in gara unica sono un’eccezione legata al divieto governativo dei voli dall’Italia alla Spagna. Per esempio, Juve-Lione, al momento, si dovrebbe giocare a Torino a porte chiuse, ma il caso Rugani ha stravolto tutti gli scenari.

Una riunione mondiale sarà dunque necessaria, anche se la situazione non dovesse degenerare. Tra rinvii, spostamenti e annullamenti, la stagione italiana è già stata stravolta, ma anche quella internazionale non sta benissimo. La vera urgenza di FIFA, UEFA, Federazioni, leghe e club è riunirsi e riprogrammare il futuro.

Gli occhi sono puntati su EURO 2020. Tra le ipotesi ci sono le “porte chiuse”, con crollo economico e d’immagine (solo di biglietti -500 milioni); lo spostamento nel 2020 (riscrivendo il calendario di campionati, coppe e qualificazioni); lo spostamento al 2021 (a giugno però ci sono già qualificazioni a Qatar 2022 e le “final four” di Nations League, oltre al Mondiale club in Cina); lo spostamento al 2022, sacrificando la Nations.