Perché Rangnick non ha firmato col Milan
Ralf Rangnick (Photo by Maja Hitij/Bongarts/Getty Images)

Ralf Rangnick e i vertici del fondo Elliott, cui fa capo il controllo del Milan, hanno stretto un patto che prevede un progetto triennale (con opzione sul quarto anno).

Lo riferisce la Gazzetta dello Sport, secondo cui l’intesa con l’allenatore/manager tedesco è di fatto blindata, considerando che il pre-contratto siglato con Rangnick prevederebbe anche una penale in caso di mancato deposito del contratto entro il 1° luglio.

La scelta di affidare il progetto di ricostruzione del Milan al tecnico tedesco sarebbe stata presa direttamente da Gordon Singer, figlio del fondatore del fondo Elliott, Paul, e considerato un grande appassionato di calcio.

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta, sarebbe stato Gordon in persona a decidere di voltare pagina, uscendo dalle secche delle diatribe tra Ivan Gazidis e il duo Boban-Maldini.

Gazidis è sempre stato al corrente degli sviluppi di questa trattativa, ma la scelta di Rangnick è maturata nella City londinese più che nella sede di via Aldo Rossi.

Nella capitale inglese ci sono stati i primi summit segretissimi. E nonostante le smentite della casa-madre, dopo le prime indiscrezioni di stampa, ci sono stati ulteriori incontri in campo neutro, a due passi dalla Fifa.

Oltre che i risultati ottenuti in Bundesliga hanno avuto un peso le ottime referenze arrivate dai quartieri alti della Red Bull, la proprietà della galassia calcistica che ruota attorno al Lipsia, oltre che al Salisburgo.

Lì si è segnalato per la sua capacità di dar vita a progetti a lungo termini, nel rispetto delle esigenze aziendali. Un feeling che ha basi economiche in linea con la politica del contenimento dei costi.

Del resto è noto in Germania l’aneddoto del suo avvento al Lipsia, quando si accontentò di un ingaggio-base con un bonus a promozione avvenuta. Ovviamente meritando un maxi-aumento.

Ma quale ruolo avrà Rangnick al Milan? E quali saranno i suoi piani in rossonero?

Secondo la Gazzetta Rangnick avrà carta bianca e tutto lascia credere che avrà dei compagni di viaggio che conoscono bene la realtà italiana e la caccia è già iniziata.

Si sta cercando una figura di livello per il mercato, a prescindere dai suoi scout di fiducia.

Ma sarà Rangnick a sedere in panchina? Secondo alcune indiscrezioni Stefano Pioli potrebbe anche guadagnarsi la fiducia dal nuovo plenipotenziario: magari con un finale in crescendo, dando seguito ai recenti progressi.