Barcellona quarta maglia 2020-2021
(Photo by Eric Alonso/Getty Images)

Nuovo attacco al Barcellona da parte di “Cadena Ser”. Già domenica scorsa, nel corso del programma “El larguero”, l’emittente aveva accusato il club blaugrana di aver pagato un milione di euro alla società privata “I3 Ventures” per mettere in cattiva luce alcuni giocatori sui social, difendendo invece l’immagine dei vertici societari.

Dopo la secca smentita di ieri da parte della società, che ha annunciato cause legali, la radio spagnola ha ribadito quanto affermato domenica pubblicando – a supporto delle proprie tesi – un dossier nel quale si evidenzia il ruolo della società privata nella gestione di alcuni account che avrebbero trasmesso messaggi per screditare alcuni tesserati del Barcellona.

Nelle 36 pagine del dossier si conferma la gestione da parte di “I3 Ventures” di alcuni account di social media che avrebbero trasmesso messaggi negativi contro Leo Messi (e sua moglie Antonela), Piqué, Xavi, Puyol e Guardiola, con il fine di metterli in cattiva luce o di creare loro pressioni.

Tra le personalità prese di mira – scrive “Repubblica” – ci sarebbero anche i possibili rivali per la presidenza del club Victor Font, Laporta e Benedito, ma anche Jaume Roures, presidente MediaPro. Font, che sarebbe stato oggetto di una campagna ad hoc, continua a chiedere la dimissioni di Bartomeu.

Nonostante il club abbia preso le distanze, la mossa potrebbe non bastare, perché Cadena Ser sostiene di poter provare che il denaro per pagare i servizi di “I3 Ventures” sarebbe inserito nella contabilità non ufficiale dei catalani.

Josep Maria Bartomeu, presidente del Barcellona (PAU BARRENA/AFP/Getty Images)

Inevitabile lo sconcerto tra i calciatori e i membri del consiglio di amministrazione, che non si capacitano di come il rapporto commerciale con I3 Venture sia stato nascosto al cda, perché non sia mai stato esposto durante la riunione bisettimanale della commissione esecutiva, perché non sia passato attraverso la commissione di premi e come è possibile che sia stato pagato un milione di euro per monitorare account con pochi follower.

A seguito delle nuove rivelazioni, Josep Maria Bartomeu – presidente del Barcellona – ha deciso di convocare una riunione con i giocatori, al fine di chiarire il caso. «Per quanto riguarda la questione dei social network, il Barça non ha mai usufruito di alcun servizio per screditare nessuno, né giocatore né ex giocatore né politici, né presidenti o ex presidenti», ha spiegato.

«È falso – ha aggiunto ancora Bartomeu – e ci difenderemo con ogni mezzo alla nostra portata». Nel frattempo, il Barcellona, prossimo rivale del Napoli negli ottavi di Champions, sta comunque studiando quali azioni legali intraprendere per tutelarsi.

non solo nell’acquistare i giocatori, ma anche nel venderli: considerando gli alti stipendi dei propri esuberi, infatti, oggi sono poche le squadre che possono permetterseli ma, nel caso in cui fosse concessa un’agevolazione, potrebbe allargarsi il numero di club disposti ad acquistarli.

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