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Il pallone della Serie A (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

Il problema delle commissioni pagate dai club per le intermediazioni nel calciomercato è esploso nella sua attualità anche alla luce dell’ipotesi di un imminente intervento della FIFA. Negli ultimi anni, le fee legate alle operazioni di calciomercato sono cresciute esponenzialmente.

In questo scenario, i procuratori sportivi sono ormai diventati veri e propri brokers, pagati da tutte le parti in causa: calciatori, club venditore e club acquirente.

L’argomento è stato ampiamente discusso lo scorso 9 febbraio a Milano durante una riunione del consiglio Direttivo di Avvocaticalcio. «Guardiamo con grande interesse alla questione», dichiara l’Avv. Claudio Pasqualin, presidente dell’Associazione che tutela gli interessi degli avvocati operanti nel mondo del calcio.

«Crediamo – ha aggiunto – che il problema sia rappresentato dall’ammissibilità o meno della figura del mediatore. Riteniamo perciò che la FIGC, sino a ieri arroccata sul concetto del conflitto d’interessi, debba fare chiarezza nell’interesse di tutto il sistema».

«Non dimentichiamo, infatti, che fino alla recente riforma che ha reintrodotto l’Albo degli Agenti Sportivi, era espressamente vietata la rappresentanza di più parti nella medesima trattativa. Sembra esserci stata perciò una radicale inversione di tendenza che ora espone i club al rischio di veder crescere esponenzialmente i loro costi. Il mondo del calcio necessita di un giusto equilibrio fra le parti, di trasparenza e di adeguate competenze in tutti i ruoli», ha sottolineato Pasqualin.

«La recente riforma ha sicuramente portato grandi benefici garantendo maggiore professionalità alla figura del cosiddetto Agente Sportivo, ma non credo ci si debba limitare a passivamente prendere atto che, causa la “valorizzazione” dei Mediatori, la figura del Direttore Sportivo venga sostanzialmente esautorata dal suo ruolo fondamentale che è sempre stato quello di tutelare in prima persona gli interessi del proprio Club».

«Occorre anzitutto chiamare le cose con il loro nome e perciò chiarire se quella introdotta con il Registro Nazionale Agenti Sportivi non sia invece la figura del Mediatore, un tempo bandita e fuorilegge», ha concluso l’avvocato.

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