Min Raiola (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Duro attacco alla FIFA da parte di Mino Raiola. Tra gli agenti sportivi più influenti del panorama calcistico, Raiola ha criticato aspramente l’organo di governo del calcio mondiale durante un’intervista rilasciata a “Sport Voetbal Magazine”.

«La FIFA è come la mafia. Se ne parli male, muori – le sue parole, riportate da “Eurosport” –. Puoi fare due cose: puoi lottare contro la FIFA, questo è quello che ho fatto per anni. Con piccoli successi, perché sono l’unico che se n’è interessato».

«Avrei voluto cambiare la FIFA dall’interno. La prima cosa che avrei fatto – ha spiegato – è limitare a due mandati la presidenza, e fare in modo che tutti possano fare carriera a seconda della bravura. Ma questo non è possibile, perché distruggeresti il giocattolo degli incompetenti leader della FIFA».

Raiola accenna dunque a una seconda possibilità: «Creare un nuovo sistema così che ci sia almeno una possibilità di scelta. Stiamo lavorando su questo. La FIFA è la FIFA, buona fortuna. Non vogliamo averci nulla a che fare, andiamo per conto nostro. La FIFA è finita, il vecchio sistema è finito. Questo è inizio di una nuova era, noi siamo alla base. È tempo per una rivoluzione».

«La FIFA – ha proseguito – ha un buon numero di dirigenti in prigione, che non sono sospesi dall’associazione mondiale del calcio stessa. Anni fa ho urlato che la FIFA è la mafia, mi hanno riso dietro. Intendevo dire, ha la stessa struttura e forma della mafia. È una famiglia corrotta, non violenta, ma molto opaca, focalizzata sull’accumulare potere e controllo con enormi conseguenze sul calcio».

L’agente – tra gli altri – di Ibrahimovic e Pogba ne ha anche per il presidente Infantino: «Dietro tutto c’è Gianni Infantino. Mi hanno sospeso a livello mondiale e ora stiamo cercando il Paese dove è meglio intervenire da dietro nei confronti della FIFA. Mi hanno fatto male, ma hanno anche dimostrato che quello che ho sempre pensato è vero».

Secondo Raiola, «Infantino vuole limitare gli agenti e iniziare una banca della FIFA in cui controllare i trasferimenti, ma è solo una tattica per fare bella figura con l’opinione pubblica e non turbare i grandi sponsor dietro la FIFA. Vogliono tornare al totalitarismo comunista, che è illegale. Per questo va consentito ad un altro sistema di co-esistere. Questo è il mio obiettivo, voglio aiutare a creare un calcio migliore e forzare tutti a pensare criticamente».

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