Morte lavoratori Qatar
(Photo credit should read KARIM ABOU MERHI/AFP via Getty Images)

In vista del suo viaggio in Qatar per la disputa del Mondiale per Club 2019, il Liverpool ha deciso di sostenere le richieste di aiuto dei gruppi per i diritti umani, affinchè si approfondiscano le indagini sulle morti dei lavoratori migranti nel Paese.

L’amministratore delegato del club, Peter Moore, ha anche cercato rassicurazioni da parte del “comitato supremo” del Qatar, che sta organizzando la Coppa del Mondo FIFA 2022, sui progressi delle indagini a proposito della morte di due uomini che avevano lavorato alla costruzione di alcuni stadi di calcio.

Come spiega “The Guardian”, Moore ha presentato la posizione del Liverpool in una lettera a Nicholas McGeehan e James Lynch, direttori dell’organizzazione per i diritti umani Fair/Square, che a novembre hanno chiesto al club una dichiarazione pubblica di preoccupazione per i diritti dei lavoratori e per le morti in Qatar. In particolare, erano stati evidenziati i rischi legati all’intenso calore e all’umidità per le persone impiegate nei vasti progetti di costruzione degli impianti.

«Come ogni organizzazione responsabile, sosteniamo la vostra affermazione secondo cui tutte le morti inspiegabili dovrebbero essere investigate a fondo e che le famiglie in lutto dovrebbero ricevere la giustizia che meritano», ha scritto Moore in risposta a McGeehan e Lynch.

«Inoltre – ha aggiunto – crediamo anche che i dipendenti debbano essere trattati con equità e rispetto, motivo per cui aderiamo alla nostra politica anti-schiavitù e per il quale siamo impegnati a pagare il vero salario minimo, tra varie misure di questo tipo. Questi sono gli standard che stabiliamo per noi stessi e in base ai quali speriamo di essere giudicati dal momento che rientrano nelle nostre competenze e responsabilità».

«Tuttavia, rimaniamo un’organizzazione sportiva ed è importante non essere coinvolti in questioni globali sulla base di dove il nostro coinvolgimento in varie competizioni impone che si svolgano i nostri incontri. Pertanto, mentre rispettiamo e comprendiamo i motivi per cui ci avete chiesto una dichiarazione pubblica, speriamo che rispettiate e comprendiate il perché riteniamo che un tale modo di agire non sarebbe appropriato», ha concluso Moore.

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