Cristiano Ronaldo (Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

Juventus in calo a Piazza Affari a pochi giorni dal fischio di inizio dell’aumento di capitale da 300 milioni. L’operazione partirà il 2 dicembre. Il titolo bianconero ha subito una flessione del 2,,46%, chiudendi la giornata a 1,4095 euro.

Ieri sera il club, poco prima della gara poi vinta contro l’Atletico Madrid che ha regalato agli uomini di Sarri la certezza del primo posto nel girone di Champions, ha annunciato che l’aumento di capitale da 300 milioni deciso dal cda lo scorso settembre e approvato dall’assemblea dei soci di ottobre partirà il 2 dicembre. Il consiglio di amministrazione ha deliberato di esercitare integralmente la delega.

Nel dettaglio, in esecuzione dell’aumento saranno emesse un massimo di 322.485.328 azioni ordinarie Juventus di nuova emissione da offrire in opzione agli azionisti della società nel rapporto di 8 nuove azioni ogni 25 azioni Juventus possedute, al prezzo di sottoscrizione di 0,93 euro per ciascuna da imputarsi quanto a 0,01 euro a capitale sociale e quanto a 0,92 euro a sovrapprezzo.

Il controvalore dell’offerta in opzione sfiorerà pertanto i 300 milioni. Il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni oggetto dell’offerta in opzione incorpora uno sconto del 29,01% circa rispetto al prezzo teorico ex diritto delle azioni ordinarie Juventus, calcolato sulla base del prezzo ufficiale di chiusura di Borsa del 26 novembre. La controllante Exor ha già assunto l’impegno di sottoscrivere la quota di propria pertinenza, pari a circa il 63,8% per circa 191,2 milioni.

È stato inoltre sottoscritto un contratto di garanzia per la parte rimanente con Bnp Paribas, Goldman Sachs, Mediobanca e Unicredit che agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners. I diritti di opzione per la sottoscrizione dei nuovi titoli saranno esercitabili, a pena di decadenza, dal 2 al 18 dicembre 2019. I diritti di opzione saranno negoziabili in Borsa fino al 12 dicembre. Intanto le azioni della controllante Exor oggi sono salite dello 0,72% attestandosi a 70,16 euro.

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2 COMMENTI

  1. il debito di quasi 600 milioni di euro, senza aver costruito uno stadio moderno e serio, è il motivo per cui è stato fatto l’aumento. I proprietari di Milan ed Inter hanno fatto aumenti di capitale ben più sostanziosi e se faranno lo stadio nuovo e moderno con area commerciale annessa moderna che vogliono fare, metteranno tantissimi altri soldi per ricavarne ancor di più. La Juve ha i ricavi da stadio più bassi d’Europa tra i top club, ha i ricavi da diritti tv più bassi, ha i ricavi da sponsor più bassi, ha i ricavi da merchandising più bassi. E che fanno? Rinnovano il 32enne Bonucci per altri 4 anni a 12 milioni annui lordi. Pazzesco e una presa in giro di chi detiene e gestisce la Juventus da oltre 15 anni.

    Il modello Liverpool e il modello Juventus
    La Juventus spende 35 milioni per riportare in bianconero il 31enne Bonucci con contratto da 10 milioni lordi l’anno fino a 36 anni. Circa Un anno e mezzo dopo la Juventus rinnova il contratto a Bonucci 32enne a 12 milioni lordi l’anno fino a 37 anni. Totale 105 milioni investiti per Bonucci fino a 37 anni.La Juventus spende 11 milioni per il nuovo centro sportivo.Il Liverpool dopo aver ampliato Anfield a 56 mila posti con una spesa superiore ai 100 milioni di euro(e programmato un altro ampliamento) acquista Salah,Manè e Firmino per una spesa inferiore ai 117 milioni di euro la cifra con cui C.Ronaldo 33enne è stato prelevato dal Real Madrid. E non si considera il suo megastipendio! Il Liverpool campione d’Europa per la sesta volta nel 2019 e primo in Premier League nella stagione 2019-2020, inaugura nel 2020 il suo modernissimo nuovo centro sportivo costato poco più di 60 milioni di euro rispetto gli 11 spesi dalla Juventus. Ma forse è meglio spendere oltre 100 milioni per il 32enne Bonucci e raggiungere un indebitamento nel 2019 di 574 milioni di euro

  2. Non capisco perché si dia tanta importanza ai corsi azionari dei Club di calcio e soprattutto di quelli Italiani.

    Il titolo Juventus è altamente e solo speculativo, con un flottante reale molto basso, e con volumi altrettanto bassi. Ha una volatilità alta e un Sharpe ratio tipico di quei titoli.

    Non è legato né a risultati sportivi, né economici.

    Prova ne è che è rimasto inchiodato tra 0,20 e 0,40 centesimi dal 2011 fino ad Aprile 2017 ossia esprimeva un valore di borsa di 200-400 milioni quando la Juventus valeva almeno tre volte tanto.
    E’ rimasto inchiodato in anni in cui la Juventus vinceva scudetti e arrivava in finale di Champions – sotto il profilo sportivo – e cresceva molto bene e in modo equilibrato, fino al 2016, sotto il profilo economico.
    Successivamente i risultati sportivi sono rimasti sempre gli stessi, anzi qualcosa di meno, mentre economicamente e finanziariamente la situazione è progressivamente parecchio peggiorata, e le prospettive a 1, 2 anni non sono delle migliori.
    E il titolo invece è balzato in alto.

    Alla Juventus non va un centesimo dei rialzi, né costano un centesimo i ribassi.
    La quotazione non ha rilevanza infine neanche per la proprietà, e nemmeno se decidesse di vendere la Juventus, perché venderebbbe non al prezzo di Borsa.

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