(Photo credit should read BEN STANSALL/AFP via Getty Images)

Roman Abramovich non avrebbe più intenzione di vendere il Chelsea. Lo riporta il “Daily Telegraph”, spiegando che due soci vicini al magnate russo hanno confermato che il club non è più sul mercato, dopo che non sono state rilevate offerte serie nei 18 mesi in cui Abramovich aveva valutato la possibilità di cedere la società.

Pare che un consorzio con sede in Medio Oriente avesse considerato la quotazione di 2,5 miliardi di sterline da parte di Abramovich, ma questo si sarebbe ritirato da un accordo a causa di «complicazioni relative alla proposta di riqualificazione da 1,2 miliardi di sterline di Stamford Bridge».

Il miliardario russo ha dunque deciso di non vendere il club, anche a causa dei progressi fatti da Lampard per quanto riguarda i risultati sportivi. Lo stop al mercato imposto dalla FIFA ha reso l’inizio di stagione ancora più impressionante, e prima della sconfitta con il Manchester City il Chelsea era reduce da sei vittorie consecutive in Premier League.

«Il Chelsea è fuori dal mercato per quanto riguarda Roman», ha detto al Telegraph uno dei soci. «È sinceramente molto contento di come stanno andando le cose. L’academy del Chelsea è stata promossa e questo è ciò che ha desiderato per molto tempo, e finalmente sta funzionando». Si dice anche che Abramovich «non sia così preoccupato dal vincere trofei ora, ma vuole esserci con una giovane squadra che giochi a calcio e non gli costi una fortuna».

Per quanto riguarda il Chelsea, Abramovich ha respinto un’offerta fatta pervenire dall’uomo più ricco del Regno Unito, Sir Jim Ratcliffe, presidente e CEO del colosso Ineos. Si dice anche che Silver Lake, una società americana di private equity, abbia tentato un approccio per una partecipazione di minoranza nel club londinese.

La speranza, all’interno del club, è che questa ondata di rinnovato entusiasmo possa portare Abramovich a riconsiderare la sospensione dei piani per la riqualificazione di Stamford Bridge. Per muoversi in questo senso, il patron dei Blues dovrà trovare un accordo con il Chelsea Pitch Owners PLC, il gruppo proprietario dello stadio.

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1 COMMENTO

  1. E’ uscito il bilancio consolidato del Bayern Monaco nel frattempo.
    Niente male…52,5 mln di utile netto su 660,1 mln di fatturato consolidato netto.
    Ma forse non è stato molto pubblicizzato qui da noi perché non fa un bel vedere il confronto con qualcuno dei bilanci “nostrani”, specie quelli che fanno acqua da tutte le parti ma sono invariabilmente dipinti come “grandi successi” corredati da altrettanti “grandi piani” futuri.

    E’ uscito pure quello del piccolo Ajax, che ha circa raddoppiato il fatturato netto grazie in gran parte alla Champions. Passato da circa 100 a 200 mln con circa 52 mln di utile.
    Dovuto quest’ultimo alle plusvalenze, ma che per loro, che puntano sul settore giovanile dove hanno investito e investono, non sono propriamente dei ricavi extra-caratteristici.
    Da notare però che i ricavi operativi propriamente detti (cioè ex plusvalenze) coprono praticamente i costi totali.

    Qui ci sono Club ammiratissimi , specie da molti giornalisti “economici”, che hanno circa 220-230 mln di differenza iniziale tra Ricavi Operativi e Costi Totali da colmare con plusvalenze (buone o fittizie) solo per far pari.

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