L'arbitro Federico La Penna al Var (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

“Le chiamate da parte degli allenatori per il Var? Sarebbe un gravissimo errore”. Non usa giri di parole il presidente della Figc Gabriele Gravina, commentando, in un’intervista al Mattino, la possibilità di introdurre due chiamate Var a partita per gli allenatori.

“Negli altri sport se ci sono due chiamate ci sono quelle e basta. In una partita di calcio si vede tutto al Var. Le regole ci sono, ma vanno applicate e in maniera uniforme. Per questo è partita la sperimentazione in Serie B, anche per allenare meglio i giovani arbitri”, ha proseguito Gravina al Mattino.

“Il vertice del 19 novembre con arbitri, società e giocatori sarà uno spartiacque. Al mondo del calcio vogliamo dare trasparenza. Sento tante imprecisioni nelle interpretazione di come devono essere applicate le noprme. E allora con Rizzoli e Nicchi stiamo pensando di rendere visibili subito gli episodi più importanti e rilevanti della giornata sportiva, con una spiegazione tecnica. È il passo necessario per spiegare anche meglio il regolamento. E magari fare autocritica, se è il caso: non abbiamo paura di ammettere eventuali errori”, le parole di Gravina.

“Fallo di mano? La regola l’ho capita benissimo. La regola sul fallo di mano era prima a libera discrezionalità dell’arbitro sulla volontarietà. Ora c’è elemento oggettivo: se aumenta il volume è rigore. Se mi piace? Non tanto. Ma questo è un altro discorso. La norma è troppo limitativa della fantasia e della gestualità dell’atleta: lo ingessa troppo, lo rende poco estroso, gli impedisce di fare movimenti naturali. Però capisco l’esigenza oggettiva di avere un riferimento da applicare”, ha concluso il presidente della Figc. 

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