Il sindaco di Milano Giuseppe Sala replica al presidente del Milan Paolo Scaroni, che ieri aveva parlato di urgenza nel progetto per il nuovo stadio, spiegando di “non accettare pressioni”. “Cerco di essere chiaro come non lo sono mai stato – ha detto a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di Milano – e se le squadre vogliono fare lo stadio, facciamolo domani mattina”.

“Nessuno vuole frenarlo – ha aggiunto – ma se vogliono fare hotel, uffici e centri commerciali se ne discute e non accetto nessuna pressione. Per cuivisto che si farebbe anche su terreni nostri, il progetto deve essere compatibile con le necessità della città e del quartiere”.

“Non continuiamo a ingannare la gente parlando di stadio – ha detto – il tema qui è fare altro. Inutile quindi fare pressioni o mettere fretta, perché ci sono regole precise da rispettare. Da quando sono sindaco – ha concluso – non abbiamo autorizzato altri commerciali perché cerchiamo un equilibrio diverso sugli spazi commerciali anche per tutelare i piccoli negozi”.

Ieri il presidente del Milan Scaroni aveva dichiarato: “Ci muoveremo per trovare un punto di incontro con il Comune. Il punto fondamentale è l’urgenza, abbiamo urgenza di dotare Milan e Inter di uno stadio per tornare competitive, è fondamentale quindi serve partire subito. Abbiamo chiesto cubature per attività che siano coerenti con lo stadio, ad esempio per un albergo simile a quello della Juventus. Mi auguro che ci sia una comprensione delle nostre esigenze economiche, non è facile attirare 1,2 miliardi di investimento se non c’è un ritorno”.

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2 COMMENTI

  1. Chi glielo spiega a Sala che l'”altro” di cui parla è proprio quello che spinge un soggetto privato a investire nello stadio nuovo? Che senza l'”altro”, il progetto non è economicamente sostenibile o comunque sarà molto al ribasso? Che la legge sugli Stadi, Legge dello Stato, prevede l'”altro” proprio per invogliare a investire in nuovi impianti?
    Mi convinco sempre di più che Piero che scrive qui abbia ragionissimo, non si perda un minuto in più cercando di portare avanti il progetto a San Siro (purtroppo) e si cominci a progettare immediatamente a Sesto. Altrimenti tra 10 anni saremo ancora qui a discutere del nulla, e magari tra 20 ci ritroveremo un progetto azzoppato e stravolto che fallirà nell’obiettivo cruciale che dovrebbe avere, far fare il salto a livello di ricavi a Inter e Milan.

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