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Enrico Preziosi (Insidefoto)

La Procura della Federcalcio ha appena ascoltato a Milano Enrico Preziosi nell’ambito dell’indagine sulle frasi del presidente del Genoa a Business Insider con le quali veniva messa in dubbio la regolarità del voto dell’assemblea di Lega del marzo 2018, guidata dall’allora commissario Malagò, nella quale fu eletto presidente Gaetano Miccichè. Lo apprende l’ANSA in ambienti della Lega. Preziosi avrebbe confermato alla Procura quanto detto a Business Insider.

Preziosi ha recentemente parlato di «non correttezza» della procedura di un’elezione per la quale, secondo statuto, ci sarebbe voluto lo scrutinio segreto e che invece avvenne per acclamazione.

Miccichè fu eletto il 19 marzo 2018 al vertice della Lega Serie A, reduce da un doppio commissariamento, prima con Carlo Tavecchio e poi con il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Proprio Malagò aveva risolto l’impasse indicando alle venti società il nome del banchiere, presidente di Banca Imi, e membro del cda di Rcs.

Anziché la maggioranza qualificata a scrutinio segreto, Miccichè aveva bisogno dell’unanimità per essere eletto, come prevede lo statuto per evitare il conflitto di interessi di chi ha ricoperto incarichi in istituzioni private di rilevanza nazionale in rapporto con i club o i loro gruppi di appartenenza.

Lo scrutinio segreto fu accompagnato dalle dichiarazioni pubbliche di voto (tutte a favore di Miccichè), per insistenza in particolare dell’a.d. della Roma, Mauro Baldissoni, e del presidente della Juventus, Andrea Agnelli. Alla fine, Miccichè fu quindi eletto per acclamazione e non furono scrutinate le schede, che sono tuttora custodite nell’urna elettorale sigillata.

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