(Photo credit should read PEDJA MILOSAVLJEVIC/AFP/Getty Images)

Può capitare che calcio e politica finiscano per mischiarsi. E’ il caso di quanto accaduto alla Stella Rossa, club di Belgrado al quale è stato oggi impedito l’ingresso in Kosovo, dove a Zvecan, nel nord a maggioranza serba, era in programma alle 14 un incontro con la squadra locale del Trepca.

Il match sarebbe stato valido per i sedicesimi di finale della Coppa di Serbia, ma non è stato disputato. Infatti, la Serbia non riconosce l’indipendenza del Kosovo, che continua a considerare come una sua provincia meridionale a maggioranza albanese.

L’autobus con la squadra e lo staff della Stella Rossa è stato fermato al valico di frontiera di Jarinje, con la polizia, presente in forze, che ha negato l’ingresso su ordine del governo di Pristina. FIFA e UEFA, di cui il Kosovo fa parte pur non essendo membro delle Nazioni Unite, nei giorni scorsi avevano consigliato di far disputare l’incontro.

Come riporta l’ANSA, grande delusione è stata espressa dalla dirigenza della Stella Rossa, amareggiata per lo spettacolo di cui sono stati privati i tifosi serbi in Kosovo. Dura la condanna da parte del governo di Belgrado, che ha chiesto l’immediata esclusione del Kosovo da FIFA e UEFA. La partita tra Stella Rossa e Trepca si giocherà domani alle 17 al campo del quartier generale della Federcalcio serba (Fss) a Stara Pazova, a pochi km da Belgrado.

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