L'avvocato Antonello Martinez
L'avvocato Antonello Martinez

Antonello Martinez, avvocato e fondatore dello studio Martinez & Novebaci nonché presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa (una tra le più importanti associazioni Italiane forensi fondata nel 1947) e rappresentante ufficiale del dipartimento economico del Governo di Dubai in Europa, ha preso posizione contro il regolamento sul fair play finanziario e in particolare sulle modifiche apportate dalla Uefa sotto la presidenza Ceferin.

Di seguito pubblichiamo integralmente il commento dell’avvocato Martinez. Buona lettura.

Calcio e fair play finanziario: La Grande Farsa

Il fair play finanziario venne concepito dalla UEFA una decina d’anni orsono con  l’obiettivo di garantire alle società di calcio sostenibilità e continuità nel medio-lungo periodo.

Se, originariamente, lo spirito e le norme che lo regolamentavano potevano astrattamente essere condivise oggi le evidenti differenze tra i vari paesi, le modifiche apportate ai testi originari e i vari “adattamenti” giurisprudenziali e interpretativi di natura assolutamente restrittiva, sono andati ad inficiare in modo radicale quelli che teoricamente erano i pilastri che avevano ispirato la nascita del FPF.

I punti essenziali dei principi UEFA sono in sostanza sei: 1) introdurre più disciplina e razionalità nelle finanze dei club calcistici; 2) ridurre la pressione su salari e trasferimenti e limitare gli effetti dell’inflazione; 3) incoraggiare i club a contare solo sui propri profitti; 4) incoraggiare investimenti a lungo termine sul settore giovanile e sulle infrastrutture; 5) tutelare la sostenibilità a lungo termine nel calcio europeo; 6) assicurare il tempestivo pagamento dei debiti da parte dei club.

Tuttavia in particolare dal 14 settembre  2016, data nella quale è stato nominato Presidente della UEFA lo scarsamente illuminato avvocato sloveno Aleksander Ceferin, si è passati a concetti che contrastano in modo assoluto con i principi ispiratori.

Per questioni di spazio non posso dilungarmi su tutti i punti e prendo come esempio della farsa  UEFA il solo punto 3 che in modo chiaro e inequiovocabile dice: “incoraggiare i club a contare solo sui propri profitti”.

Si usa volutamente il verbo  “incoraggiare” ma da nessuna parte si esclude il fatto che il proprietario di un Club di calcio non possa autofinanziare la propria squadra.

Uno dei casi emblematici è quello del Milan (CLICCA QUI PER APPROFONDIRE), laddove la proprietà, il fondo Elliott, uno dei più importanti fondi al mondo, vuole semplicemente investire i propri soldi nel glorioso club rossonero e invece obtorto collo si vede costretta a dosare i propri investimenti perchè deve fare i conti con ipotesi di violazioni di norme che in modo evidente contrastano con i principi ispiratori della normativa del FPF.

Se ci fosse stato scritto: ”i club devono contare solo sui propri profitti ed è espressamente vietato il finanziamento da parte della proprietà del Club” ci saremmo trovati di fronte ad una norma iniqua…ma non è così.

L’aberrante attuale situazione è semplicemente il frutto dell’indirizzo dato dalla opaca visione di Ceferin. Con questo suo personalissimo criterio interpretativo costringe club seri e affidabili ad operare manovre da volgari “fubettini di quartiere” come la vendita a prezzi folli di giocatori sconosciuti delle squadre giovanili solo per fare delle plusvalenze o, ancora, come fatto da una Società seria come il Paris Saint Germain di proprietà della Qatar Sports Investment e presieduta del ricchissimo  Nasser Al Khelaifi che ha dovuto fare giochini ridicoli di sponsorizzazioni varie palesemente farlocche, per acquistare Neymar.

Per meglio comprendere l’oscurantismo che concretamente si rischia per opera di questo signore  basta guardarsi indietro e capire che non potendo esserci nel calcio i mecenati, solo per stare in Italia, non sarebbe potuta esistere la Juve degli Agnelli, la grande Inter di Angelo Moratti, l’Inter del triplete di Massimo Moratti, gli invincibili degli splendidi anni del Milan dell’era Berlusconi e che i trionfi che hanno reso felici generazioni di milioni di persone grazie a Ceferin non sarebbero potute esistere.

Se infine trasliamo l’importanza che ha avuto il mecenatismo nella storia e nell’arte capiamo che le più grandi opere artistiche e architettoniche dell’umanità sono state compiute da mecenati e che gli affreschi di Michelangelo, sotto un ipotetico governo Ceferin, sarebbero stati affidati alle sapienti mani di un onesto imbianchino onde evitare che ci potessero essere visibili differenze tra una parete e l’altra.

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Antonello Martinez, classe 1954, sardo di Oristano ma da quasi 30 opera a Milano dove ha fondato uno studio che porta il suo nome (Martinez&Novebaci). Dal 1999 è presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, una tra le più importanti associazioni Italiane forensi fondata nel 1947. E’ autore di numerosi libri e pubblicazioni di Diritto, è stato per circa dieci anni assistente alla Cattedra di Sociologia del Diritto dell’Università Statale degli Studi di Milano, professore a contratto presso diversi Atenei Italiani in Diritto della Comunicazione. E’ stato Consigliere giuridico parlamentare nonché avvocato di diversi Ministri della Repubblica Italiana. E’ rappresentante ufficiale del dipartimento economico del Governo di Dubai in Europa.

2 COMMENTI

  1. Marco Spinelli.Il fair play finanziario è una riforma incompleta,oltre ai capitali occorreva introdurre delle limitazioni al trasferimento dei giocatori,non avendolo fatto assistiamo all’incetta di poche squadre dei migliori giocatori in circolazione con la conseguenza di uno scarso ricambio nell’assegnazione dei titoli più importanti,nazionali e internazionali.Non ci sono vie di mezzo o si torna all’antico oppure si deve pensare di introdurre delle forme di draft durante il Calciomercato,se si va avanti con questo sistema nel giro di qualche anno assisteremo ad una flessione dell’interesse da parte dei tifosi verso il Calcio.

  2. Tutto si può migliorare, ma queste critiche insensate ormai sono stucchevoli. Senza il FPF la situazione oggi sarebbe ridicola. Proviamo a immaginare City, Psg quali danni in più avrebbero causato avendo piena libertà. Su ingaggi e valutazioni dei cartellini per esempio. Il concetto di mecenatismo poi fa davvero ridere. Nessun presidente ha mai regalato nulla. Non c’era un guadagno diretto: essere il proprietario di un grande Club voleva dire contare nei salotti dell’industria e delle finanze e della politica di paese di quel clubi. Oggi è impensabile fare paralleli fra un industriale anni 60 0 80 con fondi americani, arabi, cinesi internazionali. Non c’è piu nessun rapporto con l’economia del paese di quel campionato. Lo dico non da avvocato principe del foro quale non sono, ma da semplice tifoso della As Roma (che del FPF potrebbe pure averne piene le palle)

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