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Cristiano Ronaldo (foto Stanley Gontha / Proshots / Insidefoto)

Effetto Ronaldo e non solo. Da luglio 2018 a luglio 2019, nessun titolo del FTSE MIB in Italia è cresciuto alla stessa velocità di quello della Juventus. Una crescita spinta anche dall’arrivo del portoghese, le cui voci sul possibile acquisto hanno lanciato un anno di grandi movimenti sul titolo bianconero.

Nel dettaglio, anno su anno le azioni della Juventus sono salite del 78%, passando da 0,8515 euro per azione a 1,5170 euro per azione con cui ha chiuso oggi. Ma considerando da inizio luglio, ovverosia da quando le voci su Cristiano Ronaldo si sono fatte insistenti, la crescita è del 128%, con le azioni passate da 0,666 euro agli attuali 1,5170 euro odierni nel giro di 259 giorni di contrattazioni, per la precisione.

Un balzo in avanti considerevole, soprattutto se confrontato con il +18% fatto segnare dalle azioni della Juventus nei 259 giorni precedenti (dal 23 giugno 2017 al 29 giugno 2018). Allo stesso modo si è mossa la capitalizzazione per la società bianconera, che oggi viaggia stabile intorno a quota 1,5 miliardi di euro, contro i circa 600 milioni del luglio 2018.

Un anno movimentato, in sostanza, per il titolo bianconero, entrato ufficialmente nel FTSE MIB a fine dicembre 2018. E lo dimostrano anche i volumi, che parlano di oltre 4 miliardi (4,478 miliardi) di azioni scambiate, con un aumento addirittura del 198% rispetto ai dati dell’anno precedente, con 1,5 miliardi di azione scambiate. Anche perché nel corso dell’anno le azioni hanno ritoccato il massimo storico in due diverse occasioni (1,6720 a settembre 2018, 1,7060 ad aprile 2019), seguite poi da prese di posizioni importanti (-17% in un giorno solo il 17 aprile dopo l’eliminazione in Champions).

 

Numeri che hanno fatto da contraltare all’effetto Ronaldo a bilancio. Se da un lato i ricavi sono saliti anche grazie al portoghese (+63% di entrate per il merchandising e più in generale +41% nei ricavi commerciali nei primi sei mesi del 2018/19), al tempo stesso sono cresciuti anche i costi (circa 85 milioni tra ammortamento e stipendio lordo per CR7) con il bilancio al 30 giugno 2018 che dovrebbe chiudere in rosso e un aumento del debito che ha portato la società a scegliere la via della ristrutturazione del debito stesso tramite l’emissione di un bond da 175 milioni.

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