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Serie A (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

La Stagione Sportiva 2017-2018 ha visto nel complesso una positiva crescita del valore della produzione della Serie A, in aumento del 5,7% rispetto al 2016-2017 e per la prima volta superiore ai 3 miliardi di euro.

La massima serie del calcio italiano continua ad essere caratterizzata da un persistente divario tra piccole e grandi società, sia in termini di ricavi che a livello di costi. Oltre la metà del valore della produzione dell’intera Serie A (54%) è generato da 5 soli club (Juventus, Inter, Roma, Milan e Napoli). Le ultime 5 società per fatturato contribuiscono per appena il 7% del totale dei ricavi del campionato. Il divario si amplia ulteriormente guardando ai costi della produzione, con i primi 5 club che coprono il 56% del totale.

Tornan ai ricavi, l’incremento rispetto alla scorsa stagione è in larga parte dovuto all’aumento dei ricavi da ingresso negli stadi che, grazie alla ritrovata competitività anche internazionale della massima serie italiana, hanno toccato i livelli più alti di sempre, superando i 300 milioni di euro e in crescita di oltre il 30% rispetto alla stagione precedente. A fronte di una sostanziale stabilità del costo medio del titolo di accesso alle partite, la principale componente è riconducibile all’aumento dell’affluenza complessiva, maggiore di circa un milione di spettatori rispetto alla stagione passata.

fatturato serie a 2017 2018

Anche le plusvalenze, dopo la crescita record della scorsa stagione (+84,4% rispetto al 2015-2016), hanno toccato un nuovo punto di massimo arrivando a 713,1 milioni di euro, in aumento del 2,8% rispetto alla Stagione Sportiva 2016-2017.

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Per quanto riguarda l’impatto, i ricavi da diritti televisivi e radio rimangono la principale fonte di entrata per la Serie A, pesando per il 40% del totale. A seguire si rilevano le plusvalenze, che per il secondo anno di fila pesano per oltre il 20% dei ricavi dei club. In particolare, il valore medio delle plusvalenze (pari a 35,7 milioni di euro) si attesta nuovamente a livelli più alti del valore medio degli ammortamenti sui diritti dei calciatori, pari a 30 milioni. Aumenta infine l’incidenza dei ricavi da ingresso allo stadio e da sponsor e attività commerciali, che insieme valgono oltre un quarto del totale delle entrate dei club di Serie A.

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Per quanto riguarda invece le voci di costo, si conferma il peso preponderante degli stipendi del personale (che da soli valgono la metà del costo della produzione totale) e degli ammortamenti/svalutazioni (che coprono un altro quarto).

A fronte di un trend positivo per i ricavi, in misura simile è cresciuto anche il livello dei costi della produzione, che aumentano in valore assoluto di circa 216 milioni, registrando un incremento del 7,9% rispetto alla Stagione Sportiva 2016-2017. Tale aumento è principalmente riconducibile agli ammortamenti per i diritti alle prestazioni sportive dei calciatori (+15,9%), al costo del lavoro (+5,8%) e alla voce “altri oneri diversi di gestione” che segna un aumento del 34,6%, determinato da una crescita significativa del valore delle minusvalenze (+47%).

Nella Stagione Sportiva 2017-2018 si registra un ulteriore picco dell’indebitamento complessivo delle società di Serie A (che sfiora i 3,9 miliardi, in aumento del 7,1% rispetto al 2016-2017), nonostante tale crescita risulti significativamente più contenuta rispetto a quella realizzata nel corso della stagione precedente (+18,2% rispetto al 2015-2016). D’altro canto, grazie a un rilevante incremento del valore aggregato del patrimonio netto delle società (+42,4% complessivo), diminuisce di 2,6 punti percentuali l’incidenza dei debiti sul totale delle attività.

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