Atalanta partnership Joma
Esultanza dei giocatori dell'Atalanta (Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)

Atalanta in Champions a San Siro – L’Atalanta potrebbe giocare la prossima Champions League a San Siro. Ieri, come riporta la Gazzetta dello Sport, il club orobico ha comunicato ufficialmente a Inter e Milan la richiesta di poter disputare le gare casalinghe della prossima Champions nell’impianto milanese. E la risposta dalle dirigenze dei due club milanesi è attesa nel giro di 24, al massimo 48 ore.

Ma prima di arrivare a questo atto formale, l’Atalanta sottotraccia si è già mossa nelle ultime ore a livello istituzionale ricevendo importanti consensi. Pochi giorni fa l’amministratore delegato Luca Percassi ha incontrato il sindaco di Milano, Beppe Sala, prospettandogli l’ipotesi Dea al Meazza, e ricevendo un entusiastico sì dal primo cittadino.

Anche le questure di Bergamo e Milano sono già state allertate e avrebbero già dato il loro parere positivo. Adesso la palla è nelle mani di Inter e Milan.

Atalanta in Champions a San Siro, c’è l’ok informale di Inter e Milan

Informalmente l’Inter ha già detto sì (peraltro Steven Zhang e Percassi junior sono legati da una forte amicizia che va oltre il rapporti calcistico): non ci sono problemi ad ospitare l’ Atalanta a San Siro.

Manca ancora l’ok del Milan (fuori dalle Coppe), ma ieri sera a Zingonia si respirava un certo ottimismo (l’eventuale diniego non sarebbe facile da comprendere e da Casa Milan trapela che lo stesso Boban, in via informale avrebbe manifestato il suo assenso).

Con ogni probabilità già oggi arriverà la definitiva fumata bianca che, in tal caso, consentirà alla squadra che ha espresso il miglior calcio nell’ultima stagione di giocare la sua storica prima Champions alla «Scala» del calcio e non, come inizialmente annunciato, al Mapei di Reggio Emilia, utilizzato in Europa League.

Atalanta in Champions a San Siro, la svolta dopo il sopralluogo della Uefa

A questa svolta a sorpresa in pratica si è arrivati dopo la visita di giovedì scorso degli ispettori dell’ Uefa a Bergamo.

Il sopralluogo al cantiere era stato preceduto da un iniziale blitz del direttore operativo e responsabile dei lavori, Roberto Spagnolo, a Nyon.

La rincorsa era sembrata subito complicata, ma soprattutto è apparso chiaro che forzando i tempi, aggiungendo costi non previsti e attendendosi alle prescrizioni Uefa, alla fine si sarebbe arrivati a una capienza ridotta a soli 16 mila posti.

Sarebbero servite più postazioni televisive, nella curva Morosini oltre ai seggiolini ci sarebbe stato bisogno di due torri di illuminazione da 35 metri accanto al tabellone e poi tutta una serie di interventi molto complicati riguardanti la tribuna stampa, quella d’ onore, l’ area hospitality, gli spogliatoi, restando dentro paletti molto stretti e senza possibilità di avere deroghe.

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