Sbostats

Sbostats – La novità arriva dal mondo delle scommesse, ma ad essere stravolta è l’attitudine al gioco dello scommettitore. Sì, perché l’idea di “Sbostats” non nasce dalla pretesa di avere a disposizione la ricetta del successo nel betting, ma dalla volontà di mettere a disposizione di chi si approccia a questo mondo, gli strumenti necessari per giocare con maggior consapevolezza.

Il servizio offerto da sbostats.com si basa sulle statistiche. Non si tratta però di una semplice statistica di squadra, non si indagano le performance di Juventus, Inter e degli altri club. Il lavoro che si preoccupa di portare a termine questa startup – operativa da marzo del 2018 – è quello di organizzare le statistiche in base alla quota iniziale. Da qui, è stato realizzato uno storico in grado di comunicare allo scommettitore che probabilità ci siano che un determinato evento, con una determinata quota, si sia verificato in quel preciso campionato in passato.

Un mezzo che consente allo scommettitore di capire – statisticamente – dove sia meglio investire i propri soldi, anche a parità di quota, questo perché non tutti i tornei e non tutti i campionati seguono le stesse logiche.

«Il progetto è iniziato cinque anni fa – spiega Luca Camossi, fondatore e consulente per le scommesse sportive –. E’ nato tutto in un pomeriggio davanti alla Tv. Il campionato inglese non era ancora iniziato, eppure per le partite erano disponibili le quote. Ci sono alcune squadre che non hanno uno storico o dei dati e quindi mi sono chiesto, “ma come fanno i bookmakers a stabilire le quote?”».

Da qui l’idea: «Abbiamo iniziato a salvare le quote e abbiamo diviso tutto per campionato – ha proseguito Camossi –. In base alla quota iniziale c’erano dei dati che si ripetevano. Una stessa quota, ma in due tornei diversi, può avere incidenze diverse. Ogni campionato ha una sua storicità e un’affidabilità diversa. Il vantaggio è che una cosa del genere non esiste, altri servizi mostrano le statistiche sulle squadre in generale, ma non esiste una piattaforma che faccia il nostro lavoro».

Questo perché «quello che facciamo non è dire al giocatore come scommettere i propri soldi, ma fornirgli gli strumenti per decidere con maggiore consapevolezza».

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E a proposito dei risultati ottenuti, Camossi ha aggiunto: «Siamo partiti a marzo dello scorso anno, ma abbiamo iniziato a crescere con l’inizio dei campionati. C’è stata una crescita costante, siamo una start-up e ci sono persone che credono nel nostro progetto. Qualche problema sulla chiarezza dei dati all’inizio c’è stato, ma appena le persone hanno capito come utilizzare quello che gli mettiamo a disposizione, i risultati sono arrivati».

«Abbiamo un gruppo privato su Facebook in cui rispondiamo mediante dirette live alle domande dei nostri utenti, inoltre si condividono strategie e vincite – ha proseguito ancora il fondatore di “Sbostats” –. Utenti che non conoscevano alcuni campionati e alcuni sport, ma che grazie alle statistiche possono vincere. In questo modo riusciamo a far capire alle persone come lavora il banco per scegliere le quote e usare i dati su un determinato campionato anche se non se ne conoscono le squadre».

Il progetto dunque è ben avviato, e con uno storico in crescita è inevitabile che le statistiche si affinino sempre di più e diventino sempre più precise. Camossi, però, ci tiene a ricordare che la mission di “Sbostats” è «guidare le persone a ottenere risultati migliori, senza dare false illusioni, ma mostrando che è fattibile raggiungere i propri obiettivi, diversi per ognuno, come per esempio riuscire a pagarsi una parte delle spese fisse. Le persone non vanno prese in giro».

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