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Una Var review in Champions League (Foto PHC/Insidefoto)

«Il Var è il presente e anche il futuro del calcio». Pierluigi Collina, responsabile degli arbitri della Fifa, interviene così a Radio Anch’Io Sport su Radio 1 Rai. «L’uso del Var è cresciuto molto in tutto il mondo, come sta dimostrando anche il Mondiale femminile – ha detto Collina -. Il futuro è la specializzazione, ma chiaramente la categoria dei Var deve essere creata e serve tempo».

«L’Ifab, di cui faccio parte, è molto positiva sul Var, si è persa un po’ l’egemonia britannica che c’era prima. La Premier League utilizzerà il Var da quest’anno, ma loro sono particolari, amano la fluidità e il ritmo continuo del gioco. Tempo effettivo? Non c’è ancora unanimità di consenso fra gli allenatori», ha proseguito Collina.

 

«Il Var in Italia? È una domanda da fare a chi ha la responsabilità sugli arbitri italiani. Certamente l’uniformità è l’obiettivo più importante, bisogna ricordare che l’utilizzo del Var non è la soluzione finale, rimarranno sempre elementi di discussione e interpretazioni. l Var nel calcio, rispetto ad altri sport, serve a delle interpretazioni e non a decisioni fattuali, come ad esempio nel tennis».

«Sono contento che l’Uefa abbia deciso di utilizzare il Var anche in Champions, nel mio ultimo anno era uno degli elementi di criticità perché qualcuno non era d’accordo. La mia uscita fu determinata anche da questo, fra le altre cose. Sono contento che l’Uefa abbia capito che il futuro e anche il presente è il Var», ha concluso Collina.

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