quanto guadagna totti come dirigente alla roma
Francesco Totti (foto Insidefoto.com)

Totti addio Roma – Francesco Totti potrebbe lasciare la Roma dopo un’esperienza, tra campo e società, durata trent’anni. Lo scrive “La Gazzetta dello Sport”, partendo dai messaggi lanciati dall’ex capitano giallorosso nella giornata di ieri: «In questo momento vengono dette e scritte tante parole, cercando di ipotizzare i miei pensieri e le mie scelte. A breve il mio punto di vista nella giusta sede…».

La società gli ha offerto il ruolo di direttore tecnico, e Pallotta si era già espresso con toni favorevoli verso la sua attività fuori dal terreno di gioco: «Sono stato testimone di quanto stia proseguendo la maturazione di Francesco come dirigente. La sua maturità, le sue intuizioni e la sua competenza riguardo un candidato alla panchina, sono state più utili dei consigli di chiunque altro».

Tuttavia, questo non basta. Totti, secondo “La Gazzetta”, ritiene di non essere stato coinvolto a sufficienza nelle ultime scelte, quella dell’allenatore – Fonseca – e quella del direttore sportivo, che dovrebbe essere Gianluca Petrachi. Per questo, non solo aveva disertato il blitz dirigenziale di Madrid per conoscere il portoghese, ma ha detto di no anche al presidente Pallotta, che lo aveva invitato nei giorni scorsi a Londra per partecipare agli incontri che ci sono stati, tra cui quello con Fonseca.

Nel frattempo, lo stesso Petrachi ha manifestato la volontà di lavorare con Totti, ma adesso è da capire se lui stesso si sente in grado di ricoprire un ruolo pesante che, davanti a possibili scelte sbagliate, gli facciano magari perdere il consenso universale che ricopre agli occhi del tifo. Per questo, non è detto che uno stipendio da 600 mila euro valga lo sforzo di collaborazione con persone con cui una sintonia non è scattata.

Tra le alternative, resta viva per Totti la possibilità di avere un ruolo in Figc, così come in passato si erano fatte vive con lui anche la Fifa e la Uefa. Inoltre, anche il Qatar potrebbe offrirgli un ruolo da testimonial per il Mondiale del 2022, magari in attesa che in un futuro indefinito ci sia un cambio di proprietà che lo riporti in giallorosso, com’è successo a Maldini col Milan.

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