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Un pallone di basket (Foto: Insidefoto)

Tutto pronto per l’epilogo finale. Dopo le vittorie rispettivamente contro Treviglio e Bergamo, la DeLonghi Treviso Basket e la Benfapp Capo d’Orlando si giocano la finale playoff per conquistare l’ultimo posto disponibile per la massima serie italiana. Le due squadre, dopo un ottimo campionato, sono riuscite a sbaragliare la concorrenza arrivando con percorsi netti alla finale che avrà inizio stasera al Palaverde al meglio delle cinque partite.

Due città profondamente diverse. Due progetti giovani e con tanta voglia di crescere. Due ambienti che vivono, da sempre, di basket. 

Sulle orme della Benetton

La grande tradizione trevigiana riparte nel 2012 dalle ceneri della storica BenettonTV, grazie soprattutto all’impegno di imprenditori e vecchie bandiere trevigiane del calibro di Riccardo Pittis.Il coinvolgimento fu altissimo e così Treviso Basket ripartì dal campionato provinciale di Promozione 2012/2013, fino a quando nel 2014 non venne acquistato il titolo sportivo della Basket Nord Barese Corato e il diritto a giocare il campionato di A2 Silver.

(Foto Universo Basket Treviso)

Da lì riparte il sogno e la possibilità di tornare a giocare nel mitico Pala Verde che registra oltre 5.000 spettatori di media.

L’isola felice di Capo d’Orlando

Passione, entusiasmo, coinvolgimento. Tutte caratteristiche che la piccola città di Capo d’Orlando sembrava aver smarrito lo scorso anno dopo la retrocessione dell’ultima giornata. Nonostante tutto, però, la società del presidente Sindoni è ripartita con un nuovo progetto volto a risvegliare la smania di pallacanestro della piazza di Capo. E adesso, anche inaspettatamente per certi versi, è lì a giocarsi la promozione nella finale playoff dopo essere stata sfavorita dal fallimento della Montepaschi Siena che ha permesso alla VirtusRoma di conquistare la promozione diretta a pari punti con l’Orlandina nel girone Ovest.

(foto IG Orlandina Basket)

Una sfida tutta da giocare, una cittadina che ricomincia a sognare. Con lo sport, e la pallacanestro, sempre al centro.

Una comunicazione (già) da Serie A1

Nell’attesa che il campo possa decretare chi si aggiudicherà la promozione, c’è già una sentenza emessa fuori dal rettangolo di gioco.

Sia Treviso Basket che Orlandina possono, già oggi, vantare una comunicazione social già ai livelli di quella A1 che entrambe puntano a conquistare.

Come illustrato dal 5th update del report “The Basketball League” pubblicato da IQUII Sport (clicca qui per scaricare) le due squadre protagoniste della finale sono le uniche (insieme alla blasonata Fortitudo Bologna) ad apparire nella classifica delle 20 squadre più seguite su Instagram considerando tutte le 47 squadre di A1 e A2.

Una comunicazione che, come detto, è già da massima serie.

Con due slogan, studiati ad inizio stagione, che hanno aumentato tantissimo l’engagement dei profili social delle due squadre.

#iosonoTVB e #aCAPOfitto sono stati gli hashtag che hanno accompagnato il campionato di Treviso e Orlandina. Due claim significativi di quanto per le rispettive compagini sia importante incanalare correttamente l’entusiasmo dei tifosi tramite un’interazione vivace, costante e perfettamente targetizzata.

Come dimostrato dalla figura sopra, l’engagement rate dei due profili Instagram è pari a circa l’8% (poco più elevato quello di @trevisobasket). A livelli superiori rispetto alla media dei profili con quel numero di followers. Tanta interazione e la volontà di far diventare i tifosi il vero 6° uomo. In campo e fuori.

In esclusiva per CF – Calcio e Finanza abbiamo raggiunto Simone Fregonese e Giovanni Moro (Treviso Basket) e Giuseppe Lanfranchi (Orlandina Basket), cui abbiamo rivolto delle domande sulle attività socialche hanno accompagnato la stagione delle due squadre.

Simone Fregonese e Giovanni Moro, rispettivamente Resp. Comunicazione e Social Media Manager di Treviso Basket. Quanto è importante per voi la comunicazione online? Quale canale preferiscono i vostri fan per interagire? E, infine, con quale intento e come nasce la campagna #iosonoTVB?

«Per una società giovane e in costante crescita come Treviso Basket, la comunicazione online è assolutamente fondamentale e  serve a intraprendere un dialogo con il nostro pubblico fatto di informazione, promozione e fidelizzazione. La modalità di comunicazione che vogliamo offrire al nostro pubblico deve essere il più “live” possibile, ovvero deve informare e coinvolgere i nostri fan, su tutto ciò che accade all’interno e all’esterno del mondo di Treviso Basket. Riteniamo inoltre sia fondamentale e necessario proporre una comunicazione “interattiva” con i nostri fan, attraverso diverse attività social che rendano partecipi e attivi i nostri tifosi.

I nostri fan interagiscono in modo differente su tutti i canali di comunicazione dove siamo in constante crescita, anche se, ci teniamo a sottolineare che per noi l’importante non è tanto il numero dei followers, ma la loro interazione organica con le pagine. Ad ogni modo negli ultimi nove mesi abbiamo riscontrato su Instagram una crescita (senza alcun tipo di sponsorizzazione) e una partecipazione esponenziale del +34%. 

L’hastag #iosonoTVB è nato come slogan della campagna abbonamenti 2018/2019. Esso era legato all’immagine dell’impronta digitale con il logo di TVB e voleva e vuole continuare tutt’ora comunicare l’importanza del senso di appartenenza verso la società dai giocatori ai tifosi».

Giuseppe Lanfranchi, direttore marketing della Benfapp Capo d’Orlando. Tanto entusiasmo per una squadra che veniva da una stagione quasi “frustrante” dopo anni di gioie in A1. Quanto potenziale ha lo strumento dei social media per permettere ai vostri tifosi lontani dalla Sicilia di mantenere forte il legame con Capo d’Orlando? E poi la campagna #aCAPOfitto. Come nasce e con quale intento?

«Sicuramente non è stato facile riportare l’entusiasmo in una piazza come Capo d’Orlando abituata a Palcoscenici di altro livello. Tuttavia, dalla tribolante ripartenza di settembre fino alla straripante Orlandina di questi ultimi mesi, i social network del club non hanno mai smesso di crescere sia in termini di fan che di engagement. In questo senso, nonostante le ridotte dimensioni territoriali di CdO, siamo tra i club più social della LNP accanto a società come Virtus Roma, Fortitudo Bologna o Treviso, città con un seguito potenzialmente maggiore. Proprio questa è la testimonianza oggettiva del fondamentale valore che hanno i social per rafforzare il legame tra i tifosi “fuorisede” ed il club, ovvero ampliare la fan base abbattendo i confini territoriali.

La campagna “Fino in fondo a #capofitto” non è altro che l’ultimo (o il penultimo?) tassello di una campagna iniziata lo scorso settembre con lo slogan “#PuntoACapo. Voltiamo pagina, insieme”.

Ci piaceva giocare sulla parola CAPO ed associare a quest’ultima significati diversi a seconda del momento della stagione che stavamo vivendo. Siamo quindi passati da “#PuntoACapo”, che significava ripartenza, a “#CAPOlista” quando abbiamo agganciato la Virtus al primo posto, per poi arrivare a “#CAPOvolgiamola” nel momento in cui bisognava nuovamente rincorrere la Virtus in seguito all’esclusione di Siena dal campionato. Nello specifico, “Fino in fondo a #CAPOfitto” è uno slogan che nasce dalla voglia di trasformare la rabbia dei nostri tifosi per la mancata vittoria del Campionato in energia positiva per raggiungere il traguardo promozione nei playoff ad ogni costo. 

I risultati durante tutto l’anno sono stati più che apprezzati dai tifosi, che li hanno fatti propri ed hanno amplificato la potenza di questi slogan sui social network».

Tanto lavoro, sia dentro che fuori dal campo, per due società con idee chiare e tifoserie che hanno tanta voglia di pallacanestro. Tutto pronto per la sfida che vale la Serie A1. Solo un posto disponibile, che vinca il migliore.

(Si ringraziano Simone Fregonese, Giovanni Moro e Giuseppe Lanfranchi per la disponibilità nel rilasciare l’intervista, facendo alle rispettive società un in bocca al lupo per la serie finale).

Articolo a cura di @aspirantegiornalista

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