Champions League (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Quello della Super Champions è uno dei grandi temi legati al futuro delle coppe europee. La questione di una riforma è tornata in auge con il 2024 come orizzonte temporale, ma tante società stanno cercando di opporsi al modello, temendo una svalutazione dei campionati nazionali.

Questa paura trova conferma in un report KPMG – riportato da “Palco 23” – secondo cui i tornei nazionali si svaluterebbero del 20% e nel caso della Liga spagnola addirittura del 41,5%. Ma c’è di più: gli esperti avvertono che la svalutazione potrebbe raggiungere il 100% nel corso degli anni.

Il massimo torneo spagnolo è passato da 855,2 milioni di euro a 1.516 milioni di euro tra il 2014-2015 e il 2017-2018 per quanto riguarda i ricavi da diritti tv. Ora, e in un momento in cui la competizione si avvicina ai 2 miliardi di entrate all’anno per il ciclo successivo, questa rivoluzione farebbe sprofondare i ricavi a 1,2 miliardi circa.

Il motivo è semplice. Le emittenti hanno un budget limitato per l’acquisto dei diritti tv e puntano ovviamente sugli eventi che accentrano la maggior parte del pubblico. La nuova Champions non solo metterebbe di fronte diverse potenze europee, ma occuperebbe più finestre nel calendario delle competizioni a sfavore dei tornei nazionali: «Quando si gioca più partite, il calendario della competizione dura più mesi e, di conseguenza, il valore del prodotto audiovisivo aumenta considerevolmente».

Tra gli argomenti che giustificherebbero la nuova distribuzione sul mercato televisivo c’è che i campionati nazionali potrebbero perdere la loro condizione di contenuti premium, dal momento che «scomparendo l’accesso alla Champions League attraverso le competizioni nazionali, queste ultime perderebbero valore considerevolmente. I club concentrerebbero i loro sforzi e le risorse sulla nuova Super Champions».

Il Liverpool Campione d’Europa (Photo credit should read PAUL ELLIS/AFP/Getty Images)

Inoltre, secondo KPMG, l’aumento delle gare da 125 a 261 a stagione porterebbe a una crescita del valore dei diritti di oltre il 100%. In più, ci sarebbero da considerare un ulteriore 15% per un canale che si occupi per più mesi della competizione e un altro 20% in più per «le maggiori sinergie che il modello competitivo genera assicurando la presenza di una serie di top club».

I conti Uefa, ad ora, indicano che Champions ed Europa League hanno fatturato 2.021,1 milioni di euro per quanto riguarda i diritti tv 2017-2018, quindi il valore nel 2024 raggiungerebbe i 4.750 milioni. Un aumento che andrebbe di pari passo con la svalutazione dei tornei nazionali, in un momento in cui le emittenti sono sempre più selettive con gli sport con cui scelgono di costruire la loro offerta. Champions ed Europa League rappresentano già oltre il 30% delle entrate del calcio in alcuni paesi e la loro quota potrebbe raggiungere il 70% nel 2024 se la proposta dell’Eca troverà applicazione.

«In molti mercati europei è molto probabile che il mercato dei diritti tv non cresca, ma piuttosto che possa ritirarsi», avverte i report sulla combinazione di fattori che potrebbe annientare i campionati nazionali. Negli negli ultimi mesi Liga, Bundesliga e Premier League hanno avuto difficoltà a raggiungere accordi per la vendita dei diritti all’estero, e una concentrazione delle potenze calcistiche europee offrirebbe alla Uefa una posizione da leader nei mercati emergenti, come la Cina, il Sud-est asiatico o gli Stati Uniti.

Lo squilibrio tra una Super Champions e i tornei nazionali porterebbe a un deterioramento tale per cui non avrebbe più senso giocare nei fine settimana, secondo KPMG. Resta invece incerto l’impatto che la riforma avrebbe sui club, considerando che il nuovo modello non chiarisce la questione della ridistribuzione del reddito.

SEGUI LA COPA AMERICA 2019 SU DAZN: CLICCA QUI PER ATTIVARE IL SERVIZIO GRATIS PER UN MESE

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here