(foto ufficio stampa Inter)

Fair Play Finanziario Inter – L’annuncio ufficiale da parte della Uefa che l’Inter è uscita dal settlement agreement siglato nel maggio 2015 per la violazione dei parametri del fair play finanziario nelle stagioni precedenti è senza dubbio una notizia positiva per il club nerazzurro e per i suoi tifosi.

Ma il venire meno del settlement agreement, che ha condizionato la gestione del club negli ultimi quattro esercizi, consentirà davvero all’Inter di avere mano libera per quanto riguarda gli investimenti nel prossimo calciomercato?

E’ possibile fare qualche ragionamento a questo proposito partendo dalla considerazione che pur a fronte dell’uscita del settlement agreement l’Inter sarà comunque tenuta a rispettare l’obbligo, previsto per tutti i club dal regolamento del fair play finanziario, di non avere una perdita netta aggregata (calcolata secondo i criteri del regolamento Uefa e non del codice civile) superiore a 30 milioni nell’arco di un triennio.

 

Fair Play Finanziario Inter, resta il vincolo della break-even rule

Considerato che i club nerazzurro ha chiuso sia l’esercizio 2016-2017 sia l’esercizio 2017-2018 con un pareggio di bilancio in termini di regolamento Uefa, sulla carta la dirigenza nerazzurra potrebbe caricare sul bilancio 2018-2019 maggiori spese (tra le quali anche le cifre della buonuscita di Spalletti), chiudendo l’esercizio con un deficit. Tuttavia la società nerazzurra non vorrebbe “consumare” il -30 tutto nella stagione in corso: motivo per cui potrebbero servire nuove plusvalenze da qui al prossimo 30 giugno, per diminuire il rosso.

Fair Play Finanziario Inter, gli impatti sul calciomercato

Se così fosse, nella prossima sessione di mercato, relativa alla stagione 2019-2020, Marotta e i suoi collaboratori potrebbero avere qualche margine di manovra in più in termini di investimenti da caricare sul bilancio che chiuderà al 30 giugno 2020.

Questo non significa che l’Inter potrà infischiarsene del fair play finanziario. Se infatti l’esercizio 2018-2019 dovesse chiudersi in pareggio ai fini del fair play finanziario e quello 2019-2020 con un rosso di 30 milioni, nella stagione 2020-2021 l’Inter si troverebbe obbligata a chiudere i conti di nuovo in pareggio. Allo stesso modo, se il bilancio 2018-19 si chiudesse a -30, nelle successive stagioni l’Inter si troverebbe a chiudere sempre i conti a 0, sia nel 2019-20 che nel 2020-21.

Di certo l’uscita dal settlement agreement semplifica le cose anche su altri aspetti. Da un lato viene meno la limitazione a 21 dei giocatori inseriti in lista Uefa.

Cade anche un’altra sanzione che era stata inserita nel settlement agreement.

Fino a questa stagione all’Inter era infatti consentito di registrare nuovi giocatori per le competizioni europee nella misura in cui il costo dei nuovi giocatori registrati sia pareggiato dai proventi dei giocatori che escono dalla lista.

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