Aurelio De Laurentiis (Insidefoto.com)
Aurelio De Laurentiis (Insidefoto.com)

È un fiume in piena Aurelio De Laurentiis, nel corso del forum ‘Il calcio che vogliamo’ organizzato dal Corriere dello Sport a Roma. Dopo il tema economico, il patron del Napoli attacca anche sulle infrastrutture, partendo dallo sfogo contro l’ex ministro dello Sport Luca Lotti: «Cosa c’entrava col mondo del calcio? Ha fatto un casino con dei danni inimmaginabili: ha dato importanza allo stadio. Io il San Paolo l’ho definito un cesso, sono arrivato secondo con 10 punti sulla terza: l’Udinese rischia di retrocedere con lo stadio nuovo, il Sassuolo che fa? Il Tottenham ha giocato in uno stadio fatto da altri, il calcio inglese ha avuto la Thatcher che è una santa, qui c’è il Ministero degli Interni latita da venti anni, dorme e si nasconde dietro un dito. Qui abbiamo lo spaccio di cocaina nei nostri stadi, nei nostri stadi si spaccia cocaina».

 

«Noi siamo riusciti ad ottenere dalla Regione 25 milioni di euro per le Universiadi, ho preteso di far parte del comitato per capire come sarebbero stati spesi e non dirottati altrove. Stiamo andando avanti, vedremo un San Paolo rivoltato con le Universiadi. Ho intenzione di investire altri soldi nel San Paolo, la convenzione nuova ce ne darà la possibilità».

«Tifo sano nelle curve? No! Non possono nemmeno sedersi dove hanno il loro posto, ci sono 3-400 persone che scrivono contro. Mi scrissero contro perchè presi Sarri, fu una intuzione da parte di chi digeriva calcio meno di altri. Adesso ne parlano tutti, ma quando l’ho preso mi hanno scritto i manifesti contro. L’unico ministro dell’Interno che si fece sentire, fu quello dei tornelli. Su mio intervento, Renzi ed Alfano fecero un regolamento innovativo: nel 2014 si poteva daspare anche chi aveva fatto determinati reati negli ultimi cinque anni. Perchè devono essere daspati, quando poi i Questori si cacano sotto di daspare? Il biglietto automaticamente non deve essere proprio emesso. Gli steward? Alcuni sono accazzimmati con la malavita».

«La legge sugli stadi era stata fatta da un uomo di Berlusconi, diceva che, facendo delle costruzioni, si permetteva di attivare ulteriori opportunità immobiliari che avrebbero permesso l’equilibrio tra stadio e club: in quel momento un deficiente totale, un campano che mi fa vergognare come il sindaco Nardella, questo idiota ha fatto dei cambi sulla legge per cui quest’ultima è diventata inapplicabile. Per presentare un progetto al Comune, tre anni, spesi con esperti più di 350mila euro di parcelle».

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